PHOTO
Nella foto: il futuro Papa (terzo da sinistra) nel 1982 davanti alla cattedrale di León. Con i confratelli stava girando la Spagna in pulmino.


In questi giorni, dal 6 al 12 giugno, è in corso la prima visita apostolica di Leone XIV in Spagna. A quindici anni dalla Giornata mondiale della gioventù di Madrid, con Benedetto XVI, il ritorno di un Papa in terra spagnola si sta dimostrando, nell’era di Instagram e dei follower, un evento ben oltre la dimensione religiosa. Il Pontefice americano raccoglie l’eredità di papa Francesco, che avrebbe desiderato visitare le Isole Canarie, punto di approdo di molti migranti subsahariani. Dopo le tappe di Madrid e Barcellona, il viaggio apostolico si concluderà, infatti, proprio a Gran Canaria e a Tenerife, segnando la prima visita storica di un Pontefice nell’arcipelago atlantico.
Il primo Papa agostiniano della storia è atteso con particolare emozione dai suoi confratelli spagnoli, che sperano di prendere parte alla foto di gruppo prevista durante l’incontro privato di domenica 8 giugno, nella sede della nunziatura apostolica di Madrid. Nella famiglia agostiniana – che in Spagna conta circa 380 membri, riuniti nella Provincia di san Juan de Sahaun – alcuni religiosi conoscono già personalmente Robert Prevost, che, in veste di priore generale dell’ordine, tra il 2001 e il 2013 si è recato più volte nella penisola iberica.
Amici di gioventù
Fra questi c’è padre Isaac González, docente di Storia della Chiesa nel Centro di studi teologici agostiniani di Valladolid e nella Facoltà di teologia del Nord di Spagna, a Burgos. Un amico di vecchia data di papa Leone: «La nostra amicizia risale agli anni giovanili di studio a Roma, tra il 1981 e il 1985», racconta padre Isaac. «Con altri confratelli, nell’estate dell’1982, abbiamo realizzato insieme un viaggio indimenticabile in pulmino attraverso la Spagna, visitando Madrid, Segovia, Toledo, Valladolid, Salamanca, Lugo e Pontevedra, fino a Santiago di Compostela, passando per León e le montagne dei Picos de Europa. Proprio a León abbiamo scattato una bellissima foto di gruppo davanti alla cattedrale».
«Papa Leone», aggiunge il confratello agostiniano, che l’anno dopo, nel 1983, visitò l’amico Prevost anche negli Stati Uniti, conoscendo la sua famiglia, «è una persona affabile e straordinaria: parla molte lingue, ama lo sport, gli piace guidare, anche schiacciando sull’acceleratore. Da priore generale dell’ordine, ha attraversato l’Europa in auto, e conosce molto bene la Spagna. Negli ultimi anni, quando mi trovavo a Roma, spesso andavamo fuori a mangiare una pizza insieme. Un’abitudine che, ahimé, oggi non possiamo più mantenere».
Amico di entrambi, e tra i partecipanti a quel memorabile viaggio del 1982, c’è anche lo storico ed editore Rafael Lazcano, autore della recente Biografia di Leone XIV (pubblicata in Spagna da San Pablo Ediciones), che ha presentato al Papa in Vaticano proprio in compagnia di Isaac González, il 9 aprile scorso.
L’impegno nell’educazione
La famiglia agostiniana ha una presenza storica in Spagna: ne fanno parte anche gli Agustinos Recoletos, altro ramo dell’ordine, e le Suore agostiniane contemplative. Si dedicano soprattutto all’educazione dei ragazzi e alla formazione di religiosi e dei tanti laici che oggi insegnano nelle scuole ispirandosi ai valori di sant’Agostino. «La grande sfida attuale», conclude padre González, «è evangelizzare nell’era delle nuove tecnologie, contrastando il rischio di perdita delle relazioni umane dirette e combattendo l’uso acritico dell’intelligenza artificiale. Proprio ciò che papa Leone insegna nella recente enciclica Magnifica humanitas. Occorre mettere in guardia le nuove generazioni dai pericoli degli algoritmi che governano la società; infondere un’etica nel mondo virtuale e formare a una ricerca critica della verità autentica».
In Spagna, gli Agostiniani gestiscono 17 scuole di ogni ordine e grado, due centri di studi universitari, tre residenze per studenti e numerose parrocchie. In molte di queste comunità, i fedeli si sono preparati spiritualmente da tempo al pellegrinaggio per accogliere il Santo Padre.


Accoglienza diffusa
«Per la visita del Papa, la diocesi ci ha chiesto di accogliere il maggior numero di pellegrini possibile», spiega fra Hilario Conde de Pedro, coordinatore pastorale del Colegio Nuestra Señora del Buen Consejo, uno dei grandi istituti scolastici di Madrid gestito dagli Agostiniani e dotato di ampie e moderne strutture. «Stanno arrivando giovani da tutta Spagna, insieme a religiosi e religiose, studenti ed educatori. Siamo pronti ad ospitare fino a 2.000 persone, previa iscrizione online: alcuni dormiranno negli impianti sportivi, altri nel grande cortile interno. Anche diverse famiglie dei nostri alunni si sono offerte di accogliere nelle loro case i pellegrini».
Nella pagina web www.agustinosconelpapa.es ci sono tutte le istruzioni per vivere a pieno lo storico incontro con Leone XIV. Il motto della famiglia agostiniana spagnola è: Camminiamo insieme incontro al successore di Pietro. «Sabato 6 giugno per accogliere il Papa», conclude fra Hilario, «confratelli, professori, alunni e famiglie del Buen Consejo raggiungeremo a piedi, in mattinata, il Colegio de San Agustín, l’altra scuola agostiniana della città. Da lì ci recheremo nel pomeriggio, sempre camminando, in Piazza Lima, per accogliere il Santo Padre e partecipare alla prima grande veglia di preghiera».
Laicità e spirito
La Spagna vive oggi tra una secolarizzazione consolidata e un rinnovato interesse per la spiritualità, come mostra l’aumento di Battesimi in età adulta. «Siamo un Paese mediterraneo, aperto e con un alto grado di integrazione», osserva il sociologo Fernando Vidal, professore all’Università Pontificia Comillas. «Ma risentiamo anche della polarizzazione dell’estrema destra europea, segnata da odio sociale e violazioni dei diritti umani». E conclude: «Molti giovani cercano oggi nella religione nuovi linguaggi e risposte profonde ai tanti problemi dell’attualità. La rete di circa 9 mila scuole cattoliche svolge un forte ruolo pastorale e di integrazione sociale, educando al pensiero critico e ai valori della solidarietà». È questa la società iberica che troverà papa Leone.




