MARCO G. - Perché le diverse formule liturgiche del saluto, prese dalle lettere paoline, sono fisse, mentre le orazioni del sacerdote e i testi della preghiera dei fedeli cambiano continuamente?
Con la riforma liturgica del Vaticano II si è voluto ampliare il semplice: «Il Signore sia con voi» con altre sette formule equivalenti usate dall’apostolo Paolo. Esse identificano immediatamente la dimensione di fede dell’assemblea liturgica. Fin dalle origini del Messale le orazioni del sacerdote sono state formulate in base alle diverse celebrazioni secondo il tempo liturgico e l’oggetto della festa o ricorrenza. Ancora oggi l’autorità competente rivede, se il caso, queste orazioni e ne compone di nuove. Esse, tuttavia, restano uguali per tutti all’interno della stessa tradizione liturgica. La preghiera dei fedeli, invece, è lasciata alla libera composizione poiché il suo scopo è quello di formulare le intenzioni di preghiera secondo le concrete esigenze del momento e delle singole comunità. Anche i modelli offerti nei diversi sussidi lasciano uno spazio per le intenzioni della comunità locale.