Le fonti sulla vita di questo santo (che non venne mai ufficialmente canonizzato) sono quanto mai esigue: se si eccettuano due lettere e la professione di fede pronunciata al momento della morte, non ci ha lasciato altri scritti. Nacque a Colonia poco prima del 1030, studiò presso la prestigiosa scuola della cattedrale di Reims, dove ricevette nel 1056 dal vescovo Gervasio l’incarico di rettore, che mantenne per circa vent’anni. Dopo un breve periodo trascorso come cancelliere del successore di Gervasio, l’indegno vescovo simoniaco Manasse, che egli fece deporre, si ritirò in una località solitaria presso Molesme, ma poi nel 1084 insieme a sei compagni si stabilì nel massiccio della Chartreuse dove costruì le celle e una chiesa. Tra il 1089 e il 1090 papa Urbano II, che era stato suo discepolo a Reims, lo chiamò a Roma come suo consigliere; pareva che la vicenda comunitaria fosse definitivamente conclusa, quando inaspettatamente i fratelli raggiunsero Bruno in Calabria, dove aveva ricevuto una proprietà in diocesi di Squillace, in quello che oggi è il comune di Serra San Bruno: qui il santo costruì un monastero dedicato a Santa Maria e vi trascorse dieci anni. La domenica 6 ottobre 1101, sentendo che era giunta la sua ora, convocò i fratelli e ricordò le sue diverse tappe di età a partire dall’infanzia, narrando tutta la sua vita; poi, secondo un uso frequente a quel tempo, professò la sua fede. A un monaco fu affidato il compito di diffondere l’annuncio della sua morte in Italia, Francia, Belgio e Inghilterra, dove era vivo il ricordo di lui. Dopo la sua morte, la comunità calabrese assumerà tratti cenobitici e chiederà di entrare nell’Ordine cistercense. La Chartreuse, invece, conservò quel particolare genere di vita che univa la solitudine alla comunità e lentamente, con il sorgere delle prime fondazioni, assunse la fisionomia dell’Ordine certosino. Il culto di Bruno entrò nei libri liturgici romani per decreto della Congregazione dei Riti nel 1622.
San Bruno
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5 ottobre 2025 • 22:00



