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Luca Giordano, San Michele e la caduta degli angeli ribelli, 1666, olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Vienna
La Chiesa cattolica lo festeggia il 29 settembre insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele. Il suo nome in ebraico “Mi-ka-El” significa: "Chi come Dio?". Nell'iconografia sia orientale che occidentale San Michele Arcangelo viene rappresentato, infatti, come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di Satana, sconfitto in battaglia. Santo popolarissimo e molto venerato non solo in Italia, di lui si parla nel capitolo XII del Libro dell’Apocalisse dove l’Arcangelo è presentato come avversario del demonio e vincitore dell'ultima battaglia contro Satana e i suoi sostenitori: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago (…) Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli». Michele, capo degli angeli, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi. Nella tradizione popolare, quindi, è considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore nella lotta del bene contro il male. Non è un caso che San Michele sia raffigurato in diverse chiese o in cima a campanili. In Oriente, è venerato con il titolo di “archistratega”, che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis, principe delle milizie celesti.


Raffaello Sanzio, San Michele che sconfigge Satana (Le Grand Saint Michel), 1518, olio su tela, Musée du Louvre, Parigi
Patrono della Polizia di Stato
Per questa virtù guerriera e difensiva, San Michele è stato proclamato patrono e protettore della Polizia di Stato da papa Pio XII il 29 settembre 1949 in omaggio alla “lotta” che il poliziotto combatte tutti i giorni al servizio dei cittadini e per tutelare e proteggere l'ordine pubblico, l'incolumità delle persone. Ogni anno, per festeggiare il suo Patrono, la Polizia di Stato organizza diverse iniziative. C’è anche la preghiera del poliziotto dedicata proprio a San Michele Arcangelo.
Ecco il testo:
«Oh! San Michele Arcangelo, nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli - nemici della Verità e della Giustizia - rendi forti e generosi, nella reverenza e nell'adesione alla Legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace affinché - nel rispetto di ogni legge - sia alimentato lo spirito di umana fraternità . Per questo, imploriamo dal tuo Patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri, per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra! Amen». Più di 60 località italiane, tra le quali Caserta, Cuneo, Alghero, Albenga e Vasto, lo venerano come Santo patrono, ma San Michele, oltre che della Polizia di Stato, è protettore di molte altre categorie di lavoratori: farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma, radiologi. Si affidano a lui anche i paracadutisti d'Italia e di Francia.
Cosa significa il titolo di “arcangelo”?
Oltre a San Michele, la Chiesa ricorda nello stesso giorno gli arcangeli Gabriele e Raffaele. La Bibbia rivela le specifiche missioni di ognuno: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore. Prima della riforma del 1969 si ricordava in questo giorno solamente san Michele Arcangelo in memoria della consacrazione del celebre Santuario sul Monte Gargano a lui dedicato. Il titolo di arcangelo deriva dall’idea di una corte celeste in cui gli angeli sono presenti secondo gradi e dignità differenti. Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano le sfere più elevate delle gerarchie angeliche. Queste hanno il compito di preservare la trascendenza e il mistero di Dio. Nello stesso tempo, rendono presente e percepibile la sua vicinanza salvifica.
Quali sono le loro funzioni?
Nella Bibbia i tre Arcangeli hanno compiti distinti. Michele, il cui nome significa «Chi è come Dio?», è il combattente contro Satana e il difensore del popolo di Dio. Nell’Apocalisse guida gli angeli nella battaglia contro il drago, identificato con il diavolo; nel libro di Daniele è invece presentato come il protettore di Israele (Ap 12,7; Dn 10,13.21; 12,1).
Gabriele, «Forza di Dio», è il messaggero che porta agli uomini gli annunci decisivi del piano divino. È lui a spiegare a Daniele il significato delle visioni e, nel Vangelo di Luca, ad annunciare prima a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e poi a Maria quella di Gesù (Dn 8,16; 9,21-22; Lc 1,11-20.26-38).
Raffaele, «Dio ha guarito», compare nel libro di Tobia come compagno di viaggio e guida del giovane Tobia. Lo protegge durante il cammino e interviene anche nella guarigione del padre Tobi, cieco. Alla fine del racconto rivela la propria identità e ricorda di essere uno dei sette angeli che stanno davanti a Dio (Tb 12,15).
La tradizione cristiana ha così associato ai tre nomi altrettante funzioni: Michele difende, Gabriele annuncia, Raffaele accompagna e guarisce. La liturgia li colloca nella più ampia realtà della comunione tra la Chiesa sulla terra e le schiere degli angeli che, secondo l’Apocalisse, rendono gloria a Dio.


Marco d’Oggiono, I tre Arcangeli, XVI secolo, tempera e olio su tavola, Pinacoteca di Brera, Milano
Perché si festeggia il 29 settembre?
Il culto dell'arcangelo Michele è di origine orientale. L’imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. La prima Basilica dedicata all'arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un’altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia San Michele. La Basilica "in Septimo" fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant'Angelo a Roma.
L’apparizione sul Gargano e la diffusione del culto in Europa
Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa anche in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, San Michele sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge tutt’oggi il santuario di San Michele Arcangelo - Celeste Basilica che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lunga la Via Francigena.
San Michele nell'Islam
Il nome di Mīkāʾīl (in arabo: ميخائيل), o Mīkīl (in arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ), è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest'ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un'altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.





