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Santa Barbara, martire del fuoco e simbolo di protezione contro fulmini ed esplosioni, è celebrata il 4 dicembre. Secondo la tradizione visse nel III-IV secolo e si convertì al cristianesimo contro la volontà del padre Dioscoro, che la rinchiuse in una torre per impedirle di consacrarsi a Dio.
Barbara trasformò quel luogo in segno di fede, scegliendo tre finestre in onore della Trinità. Denunciata e sottoposta a torture dal prefetto Marciano, resistette con coraggio e, secondo la leggenda, fu miracolosamente guarita durante la notte.
Il 4 dicembre morì decapitata per mano dello stesso padre, che subito dopo venne colpito da un fulmine: da qui la protezione della Santa contro il fuoco improvviso, le saette e ogni tipo di esplosione.
Il suo culto, diffusissimo tra Oriente e Occidente, l’ha resa patrona di Vigili del fuoco, marinai, artificieri, minatori, artiglieri e di chiunque lavori a rischio di esplosioni. Non a caso i depositi di munizioni sono detti “santabarbara”. Nelle navi militari italiane un’immagine della Santa è presente nei locali munizioni e il 4 dicembre si dona un fascio di rose rosse al Direttore del Tiro di bordo.
Le reliquie, secondo la tradizione, furono trasferite da Costantinopoli a Venezia e poi a Torcello. Il suo culto arrivò in Italia già in epoca bizantina e si diffuse ulteriormente con le Crociate, lasciando tracce in Toscana, Umbria, Sabina e Roma.
Santa Barbara resta oggi una delle Sante più venerate al mondo, invocata come guida e protezione da chi affronta quotidianamente il pericolo del fuoco.



