Figlia di contadini, a causa delle condizioni di povertà in cui versava la famiglia, a soli 12 anni Zita lasciò Monsagrati, dove era nata nel 1218, per andare a servizio del nobile Pagano Fatinelli a Lucca, svolgendo i lavori domestici con grande precisione e supplendo, quando era il caso, alle manchevolezze dei compagni di lavoro i quali, anziché stimarla per questo, la maltrattavano. Anche il padrone, dal canto suo, si comportava con lei con durezza e severità ingiustificate. Zita però, anziché serbare rancore o ribellarsi, voleva bene a tutti e perdonava, così col tempo riuscì a conquistarsi la benevolenza dei compagni e dello stesso Fatinelli, che a un certo punto le affidò la direzione della casa, incarico che la santa svolse all’insegna della gentilezza più squisita fino alla morte, sopraggiunta il 27 aprile 1278, dopo soli cinque giorni di malattia.. La fama di santità che già la circondava da viva, dopo la sua scomparsa si accrebbe a causa di numerosi miracoli e della venerazione dei fedeli che accorrevano sulla tomba, nella basilica di S. Frediano, per chiedere la sua intercessione. Durante l’ultima ricognizione delle sue spoglie, effettuata nel 1652 in vista del processo di canonizzazione, il suo corpo fu trovato incorrotto. Ma già quattro anni dopo la sua morte il vescovo di Lucca, Paganello, aveva autorizzato il culto della santa, che venne poi approvato il 5 settembre 1696 da papa Innocenzo XII ed esteso a tutto il mondo cristiano. Patrona di Lucca, Zita è stata proclamata da Pio XII nel 1935 patrona delle domestiche. La sua venerazione ha varcato ben presto i confini del suo paese natale, estendendosi in Italia e anche all’estero, ad esempio nella corte imperiale asburgica. Di solito la santa è rappresentata in umili vesti con gli strumenti tipici del suo lavoro: con un mazzo di chiavi, la brocca o il secchio la si ammira in una vetrata del secolo XV nella cattedrale di Winchester o in una sua statua in quella di Westminster.



