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«La prevenzione degli abusi non è un compito facoltativo, ma una dimensione costitutiva della missione della Chiesa». Papa Leone, ricevendo in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, spiega quanto sia stato importante che papa Francesco abbia inserito questo servizio all’interno della Curia romana. E precisa che «la vostra missione è quella di aiutare a garantire la prevenzione degli abusi. Tuttavia, essa non è mai solo un insieme di protocolli o procedure. Si tratta piuttosto di contribuire a formare, in tutta la Chiesa, una cultura della cura, in cui la tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non sia vista come un obbligo imposto dall’esterno, ma come una naturale espressione di fede».
Fondamentale è «l'ascolto delle vittime e l'accompagnamento delle stesse che devono trovare», sottolinea il Pontefice, «espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale. Vi incoraggio a continuare ad essere per loro una risorsa, affinché nessuna comunità all'interno della Chiesa si senta sola in questo compito». Il Papa esorta a «sostenere le Chiese locali, specialmente dove mancano risorse o competenze» e attende «con interesse di ricevere ulteriori informazioni nella vostra terza relazione annuale sui progressi incoraggianti già compiuti, nonché sulle aree in cui è ancora necessario un ulteriore sviluppo».
L’impegno della Chiesa, poi, deve coinvolgere tutti i livelli. Aiutare le vittime, «i sopravvissuti e le loro famiglie, nonché» lavorare «con i partner della società civile». Una collaborazione, quest’ultima che «vi ha spinto ad approfondire lo studio in due aree in rapida evoluzione della tutela: il concetto di vulnerabilità in relazione agli abusi e la prevenzione degli abusi sui minori facilitati dalla tecnologia nello spazio digitale. Leggendo questi ''segni dei tempi'', aiutate la Chiesa ad affrontare con coraggio le sfide della salvaguardia e a rispondere con chiarezza pastorale e rinnovamento strutturale. Ogni passo avanti in questo cammino», ha concluso, «è un passo verso Cristo e verso una Chiesa più evangelica e autentica».





