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@Vatican Media
Nel consueto incontro domenicale con i fedeli radunati in Piazza San Pietro papa Leone XIV ha dedicato l’Angelus alla Quaresima, partendo dalla Liturgia del giorno, in particolare dal Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4,1-1 “Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato”.
E in coda all’Angelus ha voluto dedicare ancora una volta il suo appello affinché tacciano le armi alla vigilia della guerra in Ucraina, iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022.
L'Angelus
La liturgia, con questa Parola di vita, ci invita a guardare alla Quaresima come a un itinerario luminoso in cui, con la preghiera, il digiuno e l’elemosina, possiamo rinnovare la nostra cooperazione con il Signore nel realizzare il capolavoro unico della nostra vita. Si tratta di permettere a Lui di rimuovere le macchie e di guarire le ferite che il peccato può aver prodotto in essa, e di impegnarci a farla fiorire in tutta la sua bellezza fino alla pienezza dell’amore, ica fonte della felicità vera. Queste, che sono state anche le tentazioni di Gesù, sono però solo miseri surrogati della gioia per cui siamo fatti e, alla fine, ci lasciano inevitabilmente ed eternamente insoddisfatti, inquieti e vuoti.
Diamo spazio al silenzio; facciamo tacere un po’ i televisori, le radio, gli smartphone. Meditiamo la Parola di Dio, accostiamoci ai Sacramenti; ascoltiamo la voce dello Spirito Santo, che ci parla nel cuore, e ascoltiamoci a vicenda, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità. Dedichiamo tempo a chi è solo, specialmente agli anziani, ai poveri, ai malati. Rinunciamo al superfluo e condividiamo ciò che risparmiamo con chi manca del necessario.
L’appello alla pace
Quante vittime, quante vite e famiglie spezzate! Quanta distruzione! Quante sofferenze indicibili… Davvero ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana, lascia dietro di sé morte, devastazione, e una scia di dolore che segna generazioni. La pace non può essere rimandata, è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili.
Tacciano le armi! Cessino i bombardamenti! Si giunga senza indugio ad un cessate-il-fuoco, e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace”
Invito tutti a unirsi nella preghiera per il martoriato popolo ucraino, e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto nel mondo, perché possa risplendere sui nostri giorni il dono – tanto atteso! – della pace.




