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Romani “de Roma” e “adottati”. Tra gli otto nuovi sacerdoti c’è chi arriva dall’estero e chi è nato e cresciuto nella capitale. Vocazioni “da sempre” e più adulte. I seminaristi che, dopo la veglia di preghiera a San Giovanni in Laterano, ricevono il sacramento dell’ordine durante la messa nella Giornata delle vocazioni da parte di papa Leone, sono pieni di gioia e di emozione. Si tratta di Guglielmo Lapenna, Giorgio Larosa, Jos Emanuele Nleme Sabate, Giovanni Emanuele Nunziante Salazar, Antonino Ordine, Yordan Camilo Ramos Medina, Daniele Riscica e Cristian Sguazzino.
Quest’ultimo cresciuto nella chiesa di San Giovanni della Croce, dove andava a giocare a pallone e a partecipare alla Messa. Arriva invece dal Camerun Jos Emmanuel Nleme Sabate. Di famiglia protestante si converte al cattolicesimo frequentando gli studi al seminario minore della sua diocesi, che era l’unica scuola di qualità della zona. A 12 anni viene battezzato e sente la chiamata al sacerdozio.
Romano è, invece, don Giovanni Emanuele Nunziante. Dopo una prima “chiamata” sentita da bambino, lascia l’Italia per l’Inghilterra. Nel 2016, ascoltando il Vangelo del Buon Pastore, sente di voler entrare in seminario.
Dalla Colombia, e dalla benefica influenza di uno zio prete arriva, invece, la vocazione di Yordan Camilo Medina.
Lascia gli studi di medicina don Antonino Ordine, originario di Praia a Mare (Cosenza), che incontra la vocazine nel cammino neocatecumenale.
Dal conservatorio di Frosinone al seminario è invece il percorso di Daniele Riscica, pianista avviato verso una brillante carriera, che risponde, con slancio alla chiamata del SIgnore lasciando tutto.
E ancora Giorgio Larosa, trentenne di Setteville di Guidonia, matura la vocazione in parrocchia, mentre Gugliemo Lapenna, oggi 35 anni, lascia il lavoro nella fabbrica di liquori dove era impiegato. La sua una vocazione che lo raggiunge nel 2016 durante la Giornata mondiale della gioventù in Polonia.



