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Nel segno della pace. Papa Leone, dopo la veglia di sabato alle ore 18 nella basilica di San Pietro, si appresta al suo terzo viaggio internazionale. E lo fa nel segno della convivenza, come è chiaro fin dal simbolo scelto per la sua prima tappa in Algeria. Nel logo, infatti, ispirato a un antico bassorilievo, ci sono due colombe che bevono dalla stessa coppa. Al centro e in basso, nelle tre lingue – arabo, amazigh e francese – il motto, La paix soit avec vous (reso in arabo con il saluto Assalamu Alaykom), rappresenta il dialogo e l’incontro tra cristiani e musulmani, e è un invito universale a vivere la pace, la fraternità e la convivenza armoniosa.
Primo Papa a mettere piede nella terra di Sant’Agostino, parlerà di «pace, convivenza, contributo dei cristiani, ruolo della Chiesa nel costruire una cultura di pace», come ha spiegato Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede Temi che Leone XIV affronterà non solo in Algeria, ma anche in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale dal 13 al 23 aprile.
«Quattro Paesi molto diversi tra loro, sul piano culturale, per tradizione religiosa, per lingua», ha spiegato Bruni, ma nei quali saranno trasversali anche i temi della riconciliazione, del dialogo interreligioso, della responsabilità dei governanti e della società civile, il ruolo dei giovani, le questioni dell’ambiente e dello sviluppo integrale, il rischio di sfruttamento esterno delle risorse.
In Algeria, «tra il deserto e il mare», Leone incontrerà non solo la comunità locale, ma anche «i cristiani che provengono da altri Paesi dell'Africa: sarà un'occasione per in un incontro in una terra tra deserto e Mar Mediterraneo, che tanti dall'Africa attraversano, per rivolgersi al mondo islamico e parlare di convivenza e del contributo che i cattolici possono portare ad essa».
Ad Algeri, dopo la cerimonia di benvenuto, che si terrà un’ora dopo il previsto, la visita al Monumento dei Martiri Maqam Echahid, la visita di Cortesia al Presidente della Repubblica e gli incontri istituzionali con le autorità e la società civile. Nel pomeriggio del 13 la visita alla Grande Moschea d'Algeri e, successivamente, quella privata al centro di accoglienza e di amicizia delle suore Agostiniane missionarie a Bab El Oued e l'incontro con la comunità algerina nella Basilica di Nostra Signora d'Africa.
Martedì 14 aprile il Papa visita il sito archeologico di Ippona con la visita alla casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri. Presiede poi la messa nella Basilica di Sant' Agostino. Una tappa, quella ad Algeri, dove il Papa pronuncerà 5 discorsi facendo memoria delle testimonianze di Charles de Foucauld e dei 19 monaci martiri , beatificati nel 2018 da papa Francesco. In un contesto storico dove le violenze degli anni Novanta causarono molte vittime musulmane, oggi si pratica dialogo e convivenza. Un riferimento forte sarà fatto anche al Mediterraneo come luogo di passaggi e naufragi quando il Papa ascolterà, nella Basilica di Nostra Signora d’Africa, testimonianze interreligiose e quando ci sarà un momento di raccoglimento presso il monumento alle vittime dei naufragi.
In Camerun, una sorta di «Africa in minuatura», i richiami saranno alla speranza, riconciliazione, giustizia, pace e responsabilità dei governanti con particolare riferimento ai fondamentalismi e al ruolo delle donne nella società civile. A Yaoundé il Papa arriva il 15 aprile. Dopo la cerimonia di benvenuto ci saranno la visita al palazzo presidenziale; l’incontro con autorità e corpo diplomatico; la visita all’orfanotrofio Ngulozamba; l’incontro con i vescovi.
Il 16, a Bamenda l’incontro per la pace nella Cattedrale di San Giuseppe con testimonianze interreligiose e civili e la messa alla quale parteciperanno 20 mila persone.
Il 17 aprile, invece, è prevista la messa allo Japoma Stadium (con circa 600.000 persone); la visita all’ospedale cattolico Saint Paul; l’incontro con il mondo universitario all’Università Cattolica dell’Africa Centrale.
In Camerun il Papa pronuncerà sette discorsi tutti in francese a eccezione di quello a Bamenda.
In Angola i temi affrontati saranno quelli della pace come costruzione personale e comunitaria; la centralità della gioventù; le sfide di scoraggiamento, competizione e corruzione. Il Papa parlerà in portoghese.
Infine in Guinea equatoriale, paese dove abbondano ricchezze materiali e umane, con culture e tradizioni molto radicate, Leone parlerà a un Paese che vive tra il Continente e il mare. I suoi discorsi, tutti in spagnolo, saranno sette.





