Le vie di Dio non sono le nostre e la sua misericordia è infinitamente più grande di quanto possiamo immaginare. Papa Leone spiega la parabola degli operai dell’ultima ora pagati quanto i primi e sottolinea che il padrone della vigna avrebbe potuto retribuirli alla fine, così che gli operai della prima ora non avrebbero visto il compenso. Invece chiede che siano pagati per primi e chiede che gli sia dato tanto quanto gli altri. E lo fa perché, spiega Leone, «vuole che vedano la sua bontà». Si tratta di un dettaglio che «non deve sfuggirci». Pagandoli alla fine ««la reazione negativa di chi aveva lavorato tutto il giorno si sarebbe, dunque, potuta evitare facilmente, invece è voluta, perché la rivelazione della bontà di Dio è per tutti, non solo per qualcuno. Dio ha vie diverse e pensieri nuovi anche per coloro che si ritengono i primi e ritengono di essersi guadagnati ciò che sono, di aver meritato i risultati che hanno raggiunto». La lezione è che «tutti guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine».

Bisogna allora riconoscere che «è una grazia essere collaboratori di Dio, lavorare nella sua vigna, servire il suo Regno di giustizia e di pace! Non c’è spazio per l’invidia e la divisione là dove irrompe la novità di Dio».

Infine, mentre si dice preoccupato per «la violenza e fenomeni climatici estremi che stanno aggravando le già precarie condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini», auspica un coinvolgimento della comunità internazionale «affinché non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’assistenza necessaria» .

Tra i saluti ricorda anche la popolazione di Pescantina, presso Verona che «oggi si stringe intorno al monumento agli ex internati per ricordare quanti sono stati deportati e fatti prigionieri durante la seconda guerra mondiale». Un gesto che vuole sottolineare, spiega Leone «che non bisogna dimenticare, ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori passati».