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Arriva acclamato dalla folla e sosta in preghiera. Papa Leone, appena atterrato a Lourdes si reca alla Grotta delle apparizioni. Tocca la roccia dove Nostra Signora parlò a Bernadette, beve l’acqua miracolosa, posa la rosa d’oro ai piedi della Vergine. Ma, soprattutto, con la breve, ma intensa preghiera, mette nelle mani di Maria i dolori dell’umanità e la ricerca di pace. Prega colei che è «attenta a tutti i nostri bisogni», di ottenere per la Francia «il dono della concordia fraterna». Perché il Paese possa «costruire una società armoniosa, che bandisca ogni violenza e ogni odio, che consenta a ciascuno di lavorare, di fondare una famiglia e di vivere appieno la propria vita nella tranquillità e nella serenità». Il Papa, in questo luogo pieno di devozione popolare, parla dei «più sfortunati» e dei «più poveri» e prega perché «siano sempre sostenuti». Chiede, per la Francia «governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé, capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni». E, come già aveva laicamente auspicato parlando al corpo diplomatico e poi all’Unesco, spera che possano far sentire la propria voce «per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra».
Chiede alla Vergine di aiutare nel rinnovamento spirituale perché le famiglie «siano generosamente aperte alla vita», perché ci siano vocazioni, «in particolare sacerdotali e religiose». E, ancor di più prega perché la Chiesa di Francia possa «indicare, soprattutto ai più giovani, la via luminosa del Vangelo per costruire una società giusta e fraterna a cui essi aspirano».
Solo alla fine arrivano le intenzioni personali, quelle dei malati e dei sofferenti, delle persone che li accompagnano, perché possano avere «forza e guarigione». E l’affidamento a Maria dei «nostri cari e dei nostri defunti».
Scende la sera su Lourdes. Il Papa saluta a lungo prima di andare via. Le bandiere e gli striscioni di benvenuto si ripongono, mentre tutti tornano alle loro dimore consolati e pieni di amore.





