PHOTO
Pope Leo XIV leaves after the Ash Wednesday Mass at the Santa Sabina Basilica in Rome, Italy, February 18, 2026. REUTERS/Matteo Minnella
Da Pompei, per l’anniversario della posa della prima pietra, avvenuta l’8 maggio del 1876, alla Terra dei fuochi fino a Lampedusa.
Papa Leone comincia le sue visite apostoliche in Italia con un omaggio alla Madonna. Nel pomeriggio dello stesso giorno, dopo la Messa e la supplica a Maria, si sposterà a Napoli per incontrare prima il clero e i religiosi e poi la cittadinanza in piazza plebiscito. Il 23 maggio il Papa tornerà in Campania, questa volta ad Acerra, per essere vicino ai fedeli che vivono nelle Terre dei fuochi. Il 20 giugno, invece, sarà la volta di Pavia dove non mancherà la tappa alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, che custodisce l'Arca di Sant'Agostino. Il 4 luglio il Pontefice compirà il viaggio a Lampedusa, sulle orme di papa Francesco, mentre il 6 agosto, a Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, incontrerà i Giovani riuniti per gli 800 anni del Transito di San Francesco. Infine, tra gli appuntamenti resi noti dalla Prefettura della Casa pontificia, la partecipazione, il 22 agosto a Rimini, al 47° Meeting per l’amicizia fra i popoli.
A Pompei per il primo anno di pontificato
«Un’unica visita pastorale in due tappe» vengono definite le soste campane dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, dall’arcivescovo prelato di Pompei, Tommaso Caputo, e dal vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, nel messaggio che annuncia l’appuntamento. Il viaggio racchiude alcuni “ambiti” cari a Leone XIV, così come lo era stato il primo viaggio internazionale a novembre in Turchia e Libano dove si erano intrecciate l’urgenza della pace, l’impegno al dialogo, la premura per le sfide ecumeniche e l’incontro fra le fedi. A maggio, nella sua “doppia” visita in Campania, emergeranno l’impronta mariana del pontificato iniziato nel giorno della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, subito citata nel primo messaggio dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro quando aveva affidato alla Vergine «la pace nel mondo»; l’omaggio a uno dei primi santi proclamati dal Papa, Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei che proprio il prossimo 8 maggio festeggia i 150 anni dell’inizio della costruzione; l’attenzione alla «complessità» e alle contraddizioni della società contemporanea che ha in Napoli uno specchio, affermano i tre vescovi; e la risposta alla crisi ecologica più volte richiamata dal Pontefice di cui la devastazione ambientale nella “Terra dei fuochi” è testimonianza e dice «l’incuria e lo sfruttamento del creato», ma anche «i mali sociali che impediscono prospettive di un reale sviluppo», sottolineano Battaglia, Caputo e Di Donna.
A Pavia per Sant’Agostino
Sarà breve la visita in programma a Pavia: unicamente al pomeriggio del 20 giugno. Un Pontefice agostiniano sui passi di Agostino nella città lombarda. Non è stato reso noto il programma ma, spiega il vescovo Corrado Sanguineti in una nota, «certamente il Papa viene a Pavia per venerare sant’Agostino, di cui egli si sente figlio e discepolo, per incontrare la comunità dei padri agostiniani che custodiscono nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro le preziose reliquie del Santo, viene per incontrare la nostra Chiesa, per confermarla nella fede e nella testimonianza a Cristo, e la nostra città, ricca di una storia illustre e antica, una città universitaria, culturalmente vivace, caratterizzata dalla cura della salute in differenti poli sanitari di eccellenza e di comprovato valore».





