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L'ex principe Andrea, 66 anni, in un'immagine del 2025
L’ex principe Andrea Mountbatten‑Windsor è stato arrestato giovedì mattina nella sua casa di Norfolk, in Inghilterra, con l’accusa di “comportamenti illeciti in pubblico ufficio”. Le autorità britanniche non hanno finora fornito dettagli specifici sulle presunte violazioni, ma fonti investigative indicano che la polizia stava indagando sulla possibile condivisione di documenti governativi riservati al finanziere Jeffrey Epstein, collegando così l’attuale inchiesta non solo alla sua vita personale, ma anche alla sua attività come emissario commerciale per il governo. L’arresto di un fratello dell’attuale re Carlo III è un evento senza precedenti nella storia moderna britannica, e lo stesso monarca ha dichiarato che la giustizia deve seguire il suo corso, assicurando il pieno sostegno e collaborazione alle autorità.
Chi è
Andrea, nato il 19 febbraio 1960, è il secondo figlio della regina Elisabetta II e del principe Filippo. Per molti anni è stato una delle figure più visibili della famiglia reale britannica, con incarichi militari, ruoli istituzionali e nomine diplomatiche. Tra questi spicca il ruolo di rappresentante speciale per il commercio internazionale del Regno Unito, che lo portò a interagire con governi e istituzioni globali.


La regina Elisabetta II, morta nel 2022, con il figlio Andrea (a destra) e re Carlo III (a sinistra) durante la parata del Trooping of the Colour nel 2019
(EPA)Il rapporto con Epstein e le accuse di abusi
La vicenda personale e pubblica di Andrea è stata profondamente segnata dal suo legame con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, noto per essere stato condannato per reati sessuali su minori e morto nel 2019 in carcere a Manhattan mentre era detenuto in attesa di processo per nuovi capi di accusa. Secondo ricostruzioni di fonti autorevoli, i due si conobbero alla fine degli anni ’90 e mantennero una relazione di lunga data, con Epstein presente anche in contesti sociali e, in alcuni casi, fotografato insieme ad Andrea in occasioni pubbliche.
Fu proprio questo legame a portare alla luce rivelazioni drammatiche: nel 2021 Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Epstein, accusò Andrea di averla costretta a rapporti sessuali in diverse occasioni quando lei era minorenne. Le accuse di Giuffre, rese pubbliche e amplificate dai media internazionali, segnarono una delle crisi più profonde per la monarchia britannica negli anni recenti. Andrea ha sempre respinto con forza tali accuse. Nel 2022 Giuffre e Andrea raggiunsero un accordo legale extragiudiziale che permise all’ex principe di evitare il processo in cambio di un risarcimento economico versato a Giuffre e alla sua associazione contro lo sfruttamento sessuale. Prima di morire, lo scorso aprile all’età di 41 anni, Virginia Giuffre ha pubblicato un’autobiografia postuma in cui racconta nel dettaglio il modo in cui fu adescata e gli abusi subiti, rendendo ancora più doloroso e complesso il quadro della vicenda.
Nuove accuse e inchiesta in corso
Oltre alle dichiarazioni di Giuffre, di recente è emersa un’altra accusa di sfruttamento sessuale nei confronti di Andrea da parte di una donna i cui dettagli non sono stati resi pubblici. Secondo il suo avvocato, i fatti risalirebbero al 2010 e la donna sarebbe stata mandata da Epstein nel Regno Unito per avere rapporti sessuali con il principe nella sua residenza fuori Londra. Anche in questo caso, Andrea si è dichiarato innocente.
Accanto a queste accuse di natura penale e civile, l’attuale inchiesta britannica punta ora i riflettori su una dimensione diversa: il possibile abuso di informazioni riservate durante il suo periodo come rappresentante commerciale. L’ipotesi di aver passato documenti governativi sensibili a Epstein apre un fronte completamente nuovo di indagine, con implicazioni potenzialmente gravi per l’ordine pubblico e la fiducia nelle istituzioni.
Il rapporto con la monarchia
Le conseguenze per la Casa reale sono state profonde e progressive. La critica mediatica intensa e il danno d’immagine portarono nel 2019 a un ritiro di Andrea dalle funzioni pubbliche attive, in seguito a un’intervista rilasciata alla BBC che venne percepita come un clamoroso errore comunicativo. Nel 2022, la regina Elisabetta II lo privò di vari titoli militari e onorificenze, segnando una separazione netta tra l’istituzione e il comportamento personale di Andrea. L’anno scorso, in un passo di grande rilievo istituzionale, re Carlo III portò a termine la revoca del titolo di principe e la richiesta che Andrea abbandonasse la residenza ufficiale, decisione senza precedenti nella storia recente della monarchia britannica. Questa mossa è stata interpretata da osservatori internazionali come il tentativo di proteggere l’immagine e la stabilità dell’istituzione dinanzi a scandali capaci di coinvolgere direttamente un membro così vicino al sovrano.
Il ritratto pubblico di Andrea Mountbatten‑Windsor è quello di un uomo la cui traiettoria, dalle alte sfere della monarchia alle aule di un’indagine giudiziaria senza precedenti, riflette una delle crisi più delicate e complesse che la Corona britannica abbia dovuto affrontare in tempi moderni.









