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«Sostegno a coloro che si battono per l’abolizione della pena di morte negli Stati Uniti d’America e in tutto il mondo». Arriva con un video in inglese, diretto alla DePaul University di Chicago, negli Stati Uniti, l’incoraggiamento di papa Leone XIV a fare a meno della pena capitale. Nel quindicesimo anniversario della cancellazione di questo tipo di pena nello Stato dell’Illinois, evento celebrato la sera del 24 aprile, il Pontefice sottolinea che «è possibile tutelare il bene comune e salvaguardare i requisiti della giustizia senza ricorrere alla pena capitale». Richiamando il magistero di papa Francesco e di tutta la Chiesa cattolica, ricorda che «ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte naturale, è sacra e merita di essere protetta».
Il video arriva all’indomani del ritorno dal viaggio in Africa. Sul volo di ritorno Leone aveva fermamente condannato «l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte», aveva detto perché «la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — deve essere rispettata e protetta».
Inoltre, aggiunge, nel videomesaggio che «la dignità della persona non viene perduta nemmeno dopo che sono stati commessi crimini gravissimi. Inoltre, si possono e si sono sviluppati sistemi di detenzione efficaci che proteggono i cittadini senza privare completamente i colpevoli della possibilità di redenzione». E allora, come insegna la Chiesa, «la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona» e vanno compiuti tutti gli sforzi necessari che «portino a un maggiore riconoscimento della dignità di ogni persona e ispirino altri a lavorare per la stessa giusta causa».
«Mi unisco quindi a voi nel celebrare la decisione presa dal Governatore dell'Illinois nel 2011 e offro il mio sostegno», conclude il papa nel video, «a coloro che si battono per l'abolizione della pena di morte negli Stati Uniti d'America e nel mondo. Prego affinché i vostri sforzi portino a un maggiore riconoscimento della dignità di ogni persona e ispirino altri a lavorare per la stessa giusta causa».




