PHOTO
Il Papa durante il pranzo nel Borgo Laudato Si'
A Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, papa Leone XIV ha condiviso il pranzo con circa duecento persone in difficoltà assistite dalla Diocesi di Roma, tra cui 35 bambini. Una giornata di accoglienza e fraternità, vissuta non come un semplice momento di solidarietà, ma come il segno concreto di una Chiesa che vuole stare accanto agli ultimi e costruire relazioni nuove.
In mezzo al verde dei 55 ettari del Borgo Laudato si’, luogo nato per unire cura della casa comune, formazione e promozione umana, il Pontefice ha scelto la semplicità della tavola condivisa per ricordare che la vicinanza agli ultimi non è un gesto occasionale, ma il cuore della missione cristiana.
«Sono venuto senza discorso, però con fame», ha detto Leone XIV prima del pranzo, «fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti; dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace».
Tra gli ospiti che hanno pranzato insieme al papa tavola con il Papa c’erano Irene dalla Tanzania, rifugiata, con i suoi due bambini di 7 e 5 anni. Poi un signore proveniente dall'Ucraina che è stato accolto da una parrocchia romana. Allo stesso tavolo Isabel che viene dal Perù, anche lei rifugiata, studia all'università ed è assistita dal Centro Astalli. Poi Conde del Sudan che ha seguito, al Borgo Laudato si’, il corso di formazione e lavoro di pasticceria.
Infine a tavola con Leone c'era anche un signore italiano seguito da una parrocchia di Roma. Gli altri commensali sono seduti ad una tavola unica lunga diverse decine di metri. Nel menu, pasta all’amatriciana fumanti, arrosto di vitella e fragole con panna.


Un momento del pranzo
(ANSA)Una tavola che diventa un ponte
La giornata, promossa dalla Diocesi di Roma, ha visto la partecipazione di persone fragili, famiglie accompagnate dai servizi di sostegno, bambini e operatori della carità. A introdurre l’incontro sono stati il cardinale Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, il cardinale Baldo Reina, vicario generale per la Diocesi di Roma, e monsignor Luis Marín de San Martín, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità.
Nel suo intervento Leone XIV ha ripreso uno dei simboli più ricorrenti del suo pontificato: quello del ponte. Non un’immagine astratta, ma una chiamata concreta a creare legami tra persone, comunità e società: «E noi oggi vorremo anche fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere», ha spiegato il Pontefice.
Un ponte che parte dalla condivisione e dall’ascolto, ma che deve portare anche a un cambiamento più profondo. Perché, ha ricordato, la risposta alla povertà non può limitarsi all’emergenza: occorre interrogarsi sulle radici delle disuguaglianze.


«Eliminare le cause delle ingiustizie»
Per Leone XIV la fraternità vissuta attorno a una tavola deve diventare un impegno quotidiano per una società diversa, capace di affrontare le ferite che generano esclusione e marginalità. Il Papa ha richiamato la necessità di «eliminare le cause della povertà, dell’ingiustizia e tutto ciò che ancora alimenta la disonestà nel mondo». È questo, ha sottolineato, il volto della Chiesa chiamata a essere vicina agli uomini e alle donne del nostro tempo: una comunità che non costruisce muri, ma relazioni; che non divide tra “noi” e “loro”, ma riconosce in ogni persona una dignità da custodire: «Questa è la Chiesa che vogliamo essere», ha affermato papa Leone.


Il messaggio di Borgo Laudato si’
La scelta del luogo non è casuale. Borgo Laudato si’ rappresenta il progetto voluto per promuovere un modello di sviluppo fondato sull’armonia tra uomo, ambiente e lavoro, ispirato all’omonima enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune. Qui, tra natura e accoglienza, il pranzo con le persone più vulnerabili diventa un’immagine concreta di quella Chiesa “in uscita” capace di incontrare le periferie esistenziali.





