La Basilica di San Pietro gremita di fedeli, arrivati dall’Italia e da ogni parte del mondo, ha accolto papa Leone XIV con un’ovazione. Il Pontefice ha percorso la navata fermandosi a salutare i pellegrini e a stringere loro la mano, prima di iniziare la catechesi dell’udienza generale, dedicata alla Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium e, in particolare, all’anno liturgico. Ma al centro della riflessione è arrivata anche una questione molto concreta: la possibilità per tutti, compresi quanti lavorano la domenica, di partecipare alla Messa. «Esorto tutti a ricercare le migliori condizioni affinché sia possibile prendere parte alla santa messa anche a quanti di domenica non hanno possibilità di astenersi dal lavoro», ha detto Leone XIV. Un appello che lega il valore spirituale della domenica alla responsabilità della società e del mondo del lavoro, perché il giorno del Signore non diventi, per chi è impegnato in attività lavorative indispensabili, un giorno nel quale l’Eucaristia è semplicemente impossibile.

«La domenica, fondamento e nucleo dell’anno liturgico»

Il Papa ha ripreso le parole dei Padri conciliari, che definiscono la domenica «fondamento e nucleo dell’anno liturgico» e «giorno di festa primordiale». Per santificare la domenica, ha sottolineato, «è indispensabile celebrare l’Eucaristia». Non si tratta però di un atto individuale o semplicemente devozionale. L’ascolto della Parola e la partecipazione al Corpo di Cristo comportano infatti il convenire in unum, cioè «la festosa convocazione dei fedeli. In tale assemblea», ha spiegato, «la comunità cristiana rende visibile la propria comunione con il Signore e testimonia la sua appartenenza a Cristo e la sua fedeltà alla Chiesa». È qui che il Pontefice ha offerto un’altra indicazione precisa: «L’assemblea liturgica non è sostituibile da una presenza soltanto virtuale, né si riduce a un raduno meramente passivo». La partecipazione alla liturgia, dunque, è incontro reale, presenza, comunione. La Messa non è un contenuto da seguire a distanza quando si può essere fisicamente presenti, né un appuntamento al quale assistere passivamente. È una convocazione nella quale la comunità si ritrova e rende grazie insieme: «La liturgia si realizza nell’attiva partecipazione di fratelli e sorelle» convocati per celebrare il mistero della fede.

Il Papa mentre saluta i fedeli nella Basilica di San Pietro
Il Papa mentre saluta i fedeli nella Basilica di San Pietro

Il Papa mentre saluta i fedeli nella Basilica di San Pietro

(EPA)

La «Pasqua settimanale»

Il Pontefice ha quindi richiamato una definizione di san Giovanni Paolo II, secondo cui la domenica è «giorno del Signore, giorno della Chiesa, giorno dell’uomo e giorno dei giorni». È la «Pasqua settimanale»: il giorno che, a partire dalla Risurrezione di Cristo, orienta il tempo dell’uomo verso la seconda venuta del Signore. In questa prospettiva l’anno liturgico non è semplicemente un calendario di ricorrenze religiose. È, ha spiegato il Papa, la «costante attualizzazione dell’opera della salvezza, che Cristo realizza nella storia».

Percorrendo l’anno liturgico, la Chiesa «resta a contatto con l’azione redentrice del Signore». Al centro c’è la Pasqua, dalla quale si sviluppano la celebrazione della domenica, la Pasqua annuale, la Pentecoste, il cammino della Quaresima e il ciclo del Natale, insieme alla venerazione della Vergine Maria e alla memoria dei martiri e dei santi.

L’anno liturgico, ha concluso Leone XIV, ripropone «in forma sacramentale la pedagogia della storia della salvezza» e costituisce «il principio ispiratore e il quadro di riferimento essenziale di ogni azione pastorale». Una prospettiva che riporta la liturgia al cuore della vita della Chiesa: non una parentesi rispetto alla vita quotidiana, ma il luogo nel quale il tempo umano viene attraversato e illuminato dalla storia della salvezza.

La vicinanza alle vittime e ai feriti del terremoto in Colombia

Al termine della catechesi e salutando i fedeli di lingua spagnola il Papa ha voluto «esprimere la mia vicinanza ai miei fratelli e sorelle colombiani che hanno subito le conseguenze del recente terremoto, che ha causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali. Mentre prego il Signore per l'eterno riposo dei defunti», ha aggiunto il Pontefice, «vi assicuro le mie preghiere per le loro famiglie e per tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia. Esprimo la mia gratitudine a tutti coloro che si stanno adoperando nelle operazioni di soccorso e assistenza alle vittime».

Il tema per la Giornata mondiale della pace 2027

Martedì è stato reso noto il tema scelto dal papa per la prossima Giornata mondiale della pace, che sarà celebrata il 1° gennaio 2027. Il tema è «Disarmare la tecnica, servire la pace. La politica come responsabilità preventiva».

Il titolo mette in relazione due delle questioni più presenti nel magistero di Leone XIV: la responsabilità della politica nella costruzione della pace e il rapporto tra sviluppo tecnologico, intelligenza artificiale e guerra. Il Papa intende richiamare, in particolare, «la responsabilità morale di chi è chiamato ad agire nell’ambito politico» ed esortare l’intera umanità «a promuovere la dignità della persona umana e a contribuire alla costruzione della pace cominciando con il “disarmare la tecnica”».