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«Un santuario così bello ci fa ricordare il desiderio che è nel cuore di tutti noi di cercare Dio, di cercare la santità, di cercare l’aiuto di Dio che non ci abbandona mai». Papa Leone parla a braccio ai fedeli che lo vedono arrivare a sorpresa nel Santuario della Santissima Trinità a Vallepietra.


Al confine tra Lazio e Abruzzo, a 1.300 metri di altezza, il santuario retto da monsignor Alberto Ponzi, cade nella diocesi di Anagni Alatri. Dal primo maggio al 31 ottobre è meta di pellegrinaggi continui, anche a piedi, per sostare in preghiera, come ha fatto papa Leone, davanti all’affresco della Trinità, chiamato popolarmente “La Santissima”, databile attorno al XII secolo e di connotazione bizantina.
Una delle particolarità del santuario è che, dopo la preghiera, per non voltare le spalle alla Trinità, si esce dalla piccola cappella camminando all’indietro.
Il luogo è un probabile insediamento rupestre risalente al neolitico. Il culto deriva dai primi insediamenti benedettini di Subiaco.
Particolarmente sentita, oltre naturalmente alla festa della Santissima Trinità, è quella di Sant’Anna del prossimo 26 luglio.
Intanto, nello stesso giorno in cui il Papa si recava in preghiera, è stato reso noto, in inglese e spagnolo, il suo messaggio per il 70.mo anniversario della Conferenza dei superiori generali degli Stati Uniti.
Il testo, inviato al padre pallottino Frank Donio, direttore esecutivo dell’organizzazione che rappresenta i superiori degli istituti religiosi maschili, dei monasteri e delle società di vita apostolica nel Paese, è stato letto all’assemblea che si è aperta a Phoenix, Arizona, il 20 luglio e che termina il 23 sul tema “Uno in Cristo: la vita comunitaria oggi”.
Nel messaggio il Papa ribadisce che «è attraverso la condivisione di ogni cosa, compresi i beni materiali, le esperienze spirituali, gli ideali apostolici e il servizio caritativo, che la presenza nascosta del Signore risorto si manifesta in mezzo a voi». Ed esorta a offrire una testimonianza di vita «unita, gioiosa e autentica»





