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Restano valide e attuali le indicazioni del Concilio Vaticano II anche nel mutare dei tempi e delle condizioni. Lo spiega papa Leone continuando la catechesi sulla Gaudium et spes e leggendo, alla luce della Costituzione pastorale ciò che accade oggi con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi. Punta l’attenzione sulla «comunità umana», di cui il documento si occupa al capitolo secondo.
La Gaudium et spes invita a trasformare il moltiplicarsi delle relazioni in un’autentica comunità di persone, fondata sul rispetto della dignità di ciascuno. E oggi, di fronte a rapporti sempre più virtuali e impersonali, continua a richiamarci alla necessità di preservare la profondità degli incontri e la responsabilità della coscienza umana.
«Lo sviluppo tecnologico, la diffusione dei mass media e dei social media, il sempre crescente ricorso all’intelligenza artificiale aprono nuove possibilità, abbattendo barriere e distanze», dice il Pontefice, dall’altra «si rischia di abituarsi a delegare agli algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umana». La comunità cristiana, allora ha il compito di «fare in modo che i rapporti sociali abbiano spessore reale e profondità personale».
Inoltre il Papa, ricorda che l’umanità è un’unica famiglia. Dio creatore ha voluto che «tutti gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli». Per questo «l’amore di Dio e del prossimo è il primo e più grande comandamento». Ed è il motivo per cui la crescita della persona e lo sviluppo della società sono inseparabili. Ogni istituzione, dunque, deve quindi avere come principio, soggetto e fine la persona umana. Le differenze tra individui e popoli non costituiscono una minaccia, ma una possibilità di arricchimento, da vivere secondo reciprocità, condivisione e cura. Gaudium et spes, dice il Papa afferma che «la diversità delle persone e dei popoli nel mondo non va considerata come un pericolo o una minaccia, ma come potenzialità di arricchimento e di crescita. La contrapposizione, che a volte degenera in violenza, è un frutto del potere del peccato e di come esso condiziona le mentalità e le azioni, a tutti i livelli, causando distruzione e morte».
Il Pontefice sottolinea anche che il bene comune richiede condizioni sociali che consentano a tutti di svilupparsi pienamente e impone di considerare anche le esigenze degli altri popoli. Da questa visione derivano impegni concreti: tutelare la vita e l’integrità di ogni persona, rispettare anche chi pensa diversamente, garantire l’uguaglianza fondamentale di tutti ed eliminare ogni discriminazione. Gaudium er spes elenca tutto ciò che è contro la cita stessa: «come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro, con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno, e non come persone libere e responsabili: tutte queste cose, e altre simili, sono certamente vergognose». E ancora invita a rispettare e amare anche gli avversari e «quanti hanno modi di pensare e di agire diversi dai propri» e a lavorare per la giustizia sociale.
«Ogni genere di discriminazione circa i diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della razza, del colore, della condizione sociale, della lingua o religione», si legge nel documento, «deve essere superato ed eliminato, come contrario al disegno di Dio». Con un atteggiamento di «responsabilità e partecipazione».
Infine l’invito del Pontefice a fare nostra la consegna del Vaticano II che ci aiuta a «compiere un discernimento personale e comunitario, per valutare con responsabilità i progetti sociali e politici di oggi, in base ai criteri della dignità della persona umana, della giustizia sociale e della libera partecipazione alla costruzione del bene comune. Perché il futuro dell’umanità dipende dall’impegno di ciascuno per collaborare con Dio e con i fratelli a costruire un mondo più umano».




