Lc 9,1-6 - San Pio da Pietrelcina, Presbiero – Memoria

«Egli allora chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demòni e di curare le malattie». È particolarmente suggestivo leggere questo versetto del Vangelo nel giorno in cui facciamo memoria di san Pio da Pietrelcina. Il suo lungo ministero è stato segnato proprio dall'incontro con persone che portavano ferite, sofferenze, peccati e infelicità varie.

Ma è bello ricordare qual è il luogo dove questo medico delle anime ha operato i suoi più grandi miracoli: nel confessionale. Per lunghissime ore ha ascoltato persone, ha raccolto il peso delle loro vite e soprattutto le ha aiutate a incontrare la misericordia di Dio.

Potremmo dire che il confessionale è stato la sua particolare sala operatoria, perché è proprio lì che tante persone hanno potuto permettere alla grazia di raggiungere le ferite più profonde della loro esistenza. Forse dovremmo riscoprire proprio questo aspetto del sacramento della Riconciliazione. Troppo spesso rischiamo di viverlo in maniera superficiale. A volte lo trasformiamo in una semplice lista di peccati da cancellare velocemente. Altre volte lo confondiamo con una conversazione psicologica nella quale cerchiamo soprattutto spiegazioni o consigli. Ma la confessione è innanzitutto un sacramento, cioè un incontro reale con la misericordia di Cristo.

Non andiamo a confessarci semplicemente per sentirci meglio. Andiamo perché abbiamo bisogno che qualcosa che da soli non possiamo darci ci venga nuovamente donato: il perdono. Ed essere perdonati significa poter ricominciare. Significa scoprire che il nostro peccato racconta qualcosa di vero su di noi, ma non racconta tutta la verità su di noi. Noi siamo anche ciò che la misericordia di Dio può ancora fare della nostra vita. È in questo senso che la Riconciliazione è davvero un sacramento di guarigione. Chiediamo allora l'intercessione di san Pio da Pietrelcina perché ci aiuti a riscoprire la grandezza di questo sacramento.