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Non esistono immagini più eloquenti delle tempeste per descrivere alcuni momenti della nostra vita. La tempesta è tutto ciò che non solo ci destabilizza ma che minaccia le nostre capacità, le nostre rotte, i nostri progetti e ci fa sperimentare quel sentimento di impotenza e disperazione che i discepoli traducono efficacemente nel modo con cui oggi il Vangelo ce lo riporta: “Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!»”.
È interessante poter avere Gesù sulla propria barca e allo stesso tempo essere convinti di essere perduti. L’evangelista Matteo non poteva rendere meglio il cortocircuito interiore che sovente ci capita di sperimentare: sapere che Dio esiste e che mi ama, e allo stesso tempo essere convinti che tutto dipenda da noi e che andrà a finire male. Ecco che allora interviene Gesù: «Perché avete paura, uomini di poca fede?».
Sarebbe bello potergli rispondere, ma la verità è che Gesù ha ragione: abbiamo poca fede per questo la disperazione delle volte ci soffoca e appanna anche il nostro senso del giudizio. Eppure quante volte abbiamo già sperimentato che Egli non ci abbandona mai? La vera incredulità è pensare che tutte le altre volte ci siamo salvati per caso, e che alla fine le cose brutte prevarranno su di noi. Quando il male ci convince di questo si può arrivare anche a disperarsi fino alle estreme conseguenze di desiderare di morire. Il Vangelo di oggi ci salvi da questa tentazione.
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