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adorazione dei Magi (particolare); altorilievo in marmo di Elia e Giovanni Gagini, Genova
Matteo 2,1-12 – Epifania del Signore, Solennità
C’è un dettaglio nel racconto dei Magi che ci fa l’evangelista Luca che mi colpisce sempre ogni volta. Egli riferisce che questi misteriosi personaggi che si mettono in viaggio per cercare Gesù, sono guidati da una stella. E forse è quello che noi abbiamo smarrito in questo nostro tempo. Le stelle rappresentano i grandi desideri che dovrebbero orientare la nostra vita, ma molto spesso non viviamo più guidati dalle stelle, cioè infiammati dai desideri. Ma viviamo ripiegati solo sui nostri bisogni, schiavi del nostro ventre più che cittadini del nostro cuore.
È questo l’inferno che stiamo vivendo: abbiamo tutto e siamo infelici. I Magi invece ci ricordano che l’unica cosa che rende la vita possibile non è l’illusione di avere tutto, ma è la possibilità di avere un desiderio, una passione, un ideale, un senso che faccia ardere la vita di vita.
Infatti, la depressione dilagante del mondo occidentale è una sorta di carenza di vita, di passione, di motivazione. È bello pensare che l’incontro con Cristo è un incontro che riaccende le stelle, cioè che infiamma di nuovo i grandi desideri che guidano la nostra vita. E lì è nascosta la vera gioia. Chi incontra Cristo incontra la fonte di questa luce, incontra la radice di ogni stella, il fondamento di ogni desiderio, la materia prima di ogni passione, il volto vero di ogni senso. E chi fa questo incontro ne esce cambiato. Non è un caso infatti che i Magi “Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”.
Si cambia non prendendo semplicemente delle decisioni, ma incontrando qualcosa che rende possibile un cambiamento. Questa è la festa di oggi: è la festa dei desideri riaccesi; è la festa di un incontro che cambia la vita.




