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BL3276059 Psalm 111; grotesques; British Library, London, UK; (add.info.: Luttrell Psalter England [East Anglia]; circa 1325-1335 Language: Latin Source/Shelfmark: Add. 42130, f.205 [Whole folio] Psalm 111. Border decoration with two large grotesques; the one in the lower margin with a king\'s head with crown Image taken from Luttrell Psalter. Originally published/produced in England [East Anglia]; circa 1325-1335.); From the British Library archive. Please note: This photograph requires additional permission prior to use. If you wish to reproduce this image, please contact Bridgeman Images and we will manage the permission request on your behalf.
Più luce e sapore, meno protagonismo
Nel Discorso della montagna, subito dopo le beatitudini, Gesù affida ai discepoli due immagini semplici, ma insieme ricche di significato: il sale della terra e la luce del mondo. Esse non introducono nuove norme o prescrizioni, ma aiutano a comprendere cosa significhi, in maniera concreta e quotidiana, vivere da discepoli nella storia. Dopo aver delineato il volto interiore del credente, Gesù ne mostra la presenza visibile nel mondo. Colpisce subito il modo in cui Gesù si esprime: «Voi siete il sale della terra», «voi siete la luce del mondo». Non usa il linguaggio dell’imperativo, ma quello dell’indicativo. Non dice ciò che i discepoli dovrebbero diventare attraverso uno sforzo, bensì afferma ciò che già sono.
Questa identità non nasce da qualità personali o meriti particolari, ma dalla relazione con lui. Cristo è la luce vera e la sapienza autentica; chi rimane unito a lui partecipa della sua vita e, per questo, può diventare sale e luce per gli altri. L’immagine del sale richiama anzitutto il gusto. Il sale rende saporito ciò che altrimenti sarebbe insipido e permette di apprezzarne il valore. Applicata alla vita cristiana, questa immagine evoca una sapienza concreta, capace di dare profondità alle esperienze quotidiane e di viverle con il senso di Dio.
Allo stesso tempo, Gesù mette in guardia da un rischio reale: il sale può perdere il suo sapore e, in tal caso, non serve più a nulla. È un richiamo sobrio, ma serio: quando il discepolo perde il legame vitale con Cristo, rischia di smarrire anche la propria forza testimoniale. Il sale, inoltre, va usato con misura. Ne basta poco per dare gusto, mentre un eccesso rovina. Questo dettaglio illumina bene lo stile della testimonianza cristiana. I discepoli non sono chiamati a imporsi né a occupare ogni spazio, ma a inserirsi nella realtà con discrezione, valorizzandola dall’interno. Il Vangelo non è zucchero che addolcisce tutto, ma sale che dà sapore e verità alla vita, anche quando ciò richiede sobrietà, pazienza e discernimento.
Accanto al sale, Gesù propone l’immagine della luce. La luce ha una funzione essenziale: illuminare. Una lucerna nascosta sotto il moggio perde completamente il suo senso. La fede, dunque, non può restare confinata nell’ambito del privato. Tuttavia, Gesù non invita all’esibizione. La luce di cui parla non abbaglia e non cerca attenzione su di sé, ma permette di vedere meglio ciò che ci circonda. Le opere buone, infatti, non hanno bisogno di essere ostentate: diventano visibili attraverso uno stile di vita coerente e riconoscibile. Una vita illuminata dal Vangelo si lascia percepire nel tempo, nei gesti e nelle relazioni.
Come diceva Madre Teresa, «Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore». Questa frase ricorda che ciò che rende la vita significativa non è apparire, ma agire con autenticità, generosità e attenzione agli altri: essere sale e luce significa incidere positivamente sul mondo attraverso gesti concreti e discreti.
Il fine ultimo dell’essere sale e luce è chiaramente indicato da Gesù: «Perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Il discepolo non è mai il centro, ma rimanda sempre oltre sé. Essere sale e luce significa, in definitiva, vivere della vita di Cristo e, con una presenza pacata, sobria e credibile, aiutare il mondo a riconoscere il volto buono del Padre.

![BL3276059 Psalm 111; grotesques; British Library, London, UK; (add.info.: Luttrell Psalter England [East Anglia]; circa 1325-1335 Language: Latin Source/Shelfmark: Add. 42130, f.205 [Whole folio] Psalm 111. Border decoration with two large grotesques; the one in the lower margin with a king\\\\\\'s head with crown Image taken from Luttrell Psalter. Originally published/produced in England [East Anglia]; circa 1325-1335.); From the British Library archive. Please note: This photograph requires additional permission prior to use. If you wish to reproduce this image, please contact Bridgeman Images and we will manage the permission request on your behalf. , Bridgeman Images](https://image.famigliacristiana.it/view/acePublic/alias/contentid/579de962-e809-4e28-ad4f-4c974eca3923/0/06_bal_3276059-jpg.webp?f=ORIGINAL&q=0.75&w=3840)



