Ammappa questo patto di coalizione. Il premier Letta ha spostato addirittura un incontro intergovernativo con la Turchia per la definizione di “Impegno 2014”, il contratto tra le forze politiche della maggioranza di governo sui decreti da mettere in campo. L’attuale capo del Governo ha fretta di concludere, poiché vuole presentarsi al cospetto della Commissione europea del 29 gennaio con un’agenda di impegni. Non solo: vi è anche la storia del rimpasto.
Renzi dice che non lo vuole, Letta glielo offre su un piatto d’argento profittando delle dimissioni del viceministro dell’Economia Fassina e dei sottosegretari di Forza Italia passati all’opposizione. Ma a Renzi un rimpasto non serve, perché non gli basta. Vuole sfruttare appieno il propellente politico di tre milioni di voti che lo hanno eletto segretario alle primarie. Chiederà un governo tutto per sé? L’ipotesi, che prima veniva scartata, ora si fa strada nel mondo politico. Tutto dipenderà dalla capacità di Letta di arrivare a un’agenda concreta e condivisa di provvedimenti. Questo spiega il nervosismo e la retromarcia turca del premier. Ormai a un battito d’alito di Firenze corrisponde un rinvio di vertice a Istambul.
La retromarcia turca di Letta
7 gennaio 2014 • 12:00




