Per le studentesse campane è in arrivo una novità che va finalmente incontro ad un bisogno reale, di prima necessità: verranno distribuiti gratuitamente assorbenti per il ciclo mestruale direttamente a scuola. La mozione, proposta dal consigliere regionale Davide D'Errico, è stata approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, un dato che non è scontato e che dà al provvedimento un peso politico trasversale. Il progetto non si ferma alla distribuzione: prevede anche campagne di sensibilizzazione sull'educazione mestruale nelle scuole, per abbattere uno stigma che in Italia è ancora fortissimo.

È un passo in avanti che speriamo possa tracciare una strada definita verso un bene diventato troppo costoso. I numeri, del resto, parlano chiaro: secondo un'indagine di WeWorld e Ipsos, in Italia quasi una persona su sei dichiara di avere difficoltà ad acquistare prodotti mestruali a causa del costo. E non è un problema solo nostro: secondo le stime di Banca Mondiale, Onu, Unicef e Save the Children, delle circa 800 milioni di persone con utero che ogni giorno hanno le mestruazioni nel mondo, circa 500 milioni non dispongono delle condizioni necessarie per gestirle in modo sicuro e dignitoso.

La proposta non rappresenta una novità, in Valle d'Aosta per esempio i prodotti per le mestruazioni sono reperibili in ogni istituto superiore da dei dispenser installati nel 2025. Se poi guardiamo all'Europa, ci sono Paesi avanti anni luce rispetto a noi su questo fronte: in Scozia questo genere di prodotti sono gratuiti, in Francia se sei una ragazza under 26 o possiedi un reddito basso, non li paghi. In Catalogna, dal 2024, si distribuiscono gratuitamente in farmacia coppette mestruali riutilizzabili, mutande mestruali e assorbenti lavabili.

Cheerful energetic young woman recommending to use menstrual cup during critical days, holding hygiene pad in one hand on green bathroom background. eco friendly, zero waste, reuse concept.
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Una giovane ragazza con in mano una coppetta mestruale (iStock)

In Italia, viene applicata un'aliquota IVA del 10% su tutto questo genere di prodotti, troppo, soprattutto essendo prodotti che non possono non essere acquistati. È un'aliquota che negli ultimi anni ha avuto un percorso altalenante: con la legge di bilancio 2022 il governo Draghi l'aveva abbassata dal 22 al 10%, il governo Meloni l'ha poi ridotta al 5% per un breve periodo, salvo farla tornare al 10% nel 2024. Un'aliquota comunque tra le più alte in Europa: Irlanda, Malta e Cipro applicano lo 0% su assorbenti e tamponi, mentre Spagna, Polonia e Lussemburgo sono scese tra il 3 e il 5%, e la Germania è passata dal 17% al 7%. Un livello che rende assorbenti, tamponi e coppette mestruali un vero e proprio bene di lusso.

Non a caso la mozione approvata in Campania impegna la Regione a farsi portavoce, nelle sedi istituzionali, della richiesta di abbassare l'IVA sui prodotti mestruali dal 10% al 4%, in linea con la media europea.

La mozione per cambiare le cose in Campania e dare un importante segnale a tutte le altre regioni è stata proposta da Davide D'Errico, consigliere regionale, il quale ha un dubbio ben preciso, e altamente condivisibile: «se il ciclo mestruale ce lo avessero avuto gli uomini, molto probabilmente i prodotti igienici sarebbero già gratuiti».