Circa un milione di pazienti ogni anno, in Italia, è costretto a lasciare la propria casa per ricevere cure adeguate. Un viaggio spesso necessario, ma che comporta costi economici, disagi organizzativi e un forte impatto emotivo per le famiglie coinvolte. Per rispondere a questa esigenza, Airbnb.org – una community indipendente nata nel 2007 che oggi conta oltre 5 milioni di host, che a loro volta hanno ospitato oltre 2 miliardi di persone in quasi tutti i paesi del mondo – ha avviato anche nel nostro Paese un programma dedicato alla mobilità sanitaria, offrendo alloggi temporanei gratuiti a pazienti e caregiver.

L’iniziativa, operativa a partire dal quest’anno, vedrà la collaborazione con dieci organizzazioni non profit italiane già impegnate nell’accoglienza e nel sostegno delle famiglie costrette a spostarsi per motivi di salute, soprattutto verso grandi centri come Milano e Roma.

Airbnb.org mette a disposizione la propria piattaforma e la rete di host per facilitare l’accesso a sistemazioni gratuite in situazioni di emergenza. Dal 2020 a oggi ha già garantito oltre 1,6 milioni di notti gratuite nel mondo, aiutando più di 250.000 persone, tra cui sfollati per calamità naturali e famiglie in viaggio per cure mediche.

Grazie al contributo di Airbnb.org, le famiglie potranno accedere concretamente a un alloggio gratuito vicino ai luoghi di cura, prenotandolo in modo semplice attraverso la piattaforma Airbnb. Non si tratta solo di una disponibilità teorica: il sistema mette in contatto diretto chi ha bisogno con host e strutture pronti ad accogliere, coprendo i costi del soggiorno e alleggerendo così una delle principali preoccupazioni legate alla malattia.

In questo modo, Airbnb.org interviene su più livelli: riduce il peso economico delle trasferte sanitarie, semplifica l’organizzazione logistica degli spostamenti e offre un contesto abitativo più dignitoso e sereno rispetto a soluzioni di fortuna o costose permanenze in hotel. In Italia, questo modello sarà reso ancora più efficace grazie alla collaborazione con numerose realtà già attive sul territorio, che accompagneranno le famiglie non solo nella prenotazione degli alloggi, ma anche nell’orientamento, nel supporto quotidiano e nell’assistenza durante tutto il percorso di cura.

Le collaborazioni coinvolgono realtà consolidate del terzo settore, tra cui A Casa Lontani Da Casa, AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, CasAmica, Casa Ronald McDonald Italia, Intrecci Cooperativa Sociale, Impresa Sociale Girasole, Mission Bambini, Peter Pan e Vidas. Organizzazioni che, ciascuna con la propria specificità, offrono non solo un tetto ma anche ascolto, accompagnamento e sostegno umano a chi affronta la malattia.

Molte di queste realtà operano proprio nelle città dove il costo della vita è più elevato e dove si concentrano i principali centri di cura, rendendo ancora più difficile per le famiglie sostenere lunghi periodi lontano da casa.

«Siamo orgogliosi di portare in Italia il programma sulla mobilità sanitaria di Airbnb.org, per rendere più semplice e accessibile per le famiglie italiane viaggiare per ricevere cure mediche. Contribuire al benessere delle famiglie è una priorità e speriamo di continuare ad ampliare questo programma coinvolgendo sempre più partner locali», ha dichiarato Christoph Gorder, direttore esecutivo di Airbnb.org.

Il fenomeno della mobilità sanitaria è infatti rilevante: rappresenta circa l’8,8% dei ricoveri totali in Italia. Nel 79% dei casi, i pazienti sono accompagnati da almeno un caregiver, portando a oltre 1,3 milioni di persone coinvolte ogni anno in trasferimenti temporanei spesso complessi da gestire.

Secondo lo studio “Curarsi lontano”, realizzato da Doxapharma per A Casa Lontani Da Casa, circa 600mila pazienti affrontano il percorso di cura insieme a un familiare o a un caregiver. Di questi, circa 300mila sono costretti a restare lontani dalla propria abitazione per più di quattro notti per ogni ciclo di terapia.

Numeri che raccontano una realtà spesso silenziosa, fatta di viaggi, attese e sacrifici. In questo contesto, iniziative come quella di Airbnb.org rappresentano un aiuto concreto e un segno di attenzione verso le famiglie più fragili, contribuendo a rendere meno gravoso un percorso già difficile.