L’opera lirica apre le porte a tutti, anche a chi rischia di rimanere ai margini dello spettacolo dal vivo. Torna per il quarto anno consecutivo “Arena per Tutti”, il progetto della Fondazione Arena di Verona dedicato alle persone con disabilità sensoriali e intellettive, che nel 2026 si arricchisce di nuovi percorsi multisensoriali per entrare nel cuore della musica e della scena.

I numeri raccontano già il successo dell’iniziativa: sono oltre 1.100 le persone iscritte alla nuova edizione, partita nei giorni scorsi, a conferma di un interesse crescente per un modello di accessibilità che non si limita a rendere possibile la presenza del pubblico, ma punta a farlo vivere davvero l’esperienza dell’opera.

Il programma Arena per tutti prevede ventisei serate con tecnologia e supporti per garantire la massima fruizione dello spettacolo dal vivo
Il programma Arena per tutti prevede ventisei serate con tecnologia e supporti per garantire la massima fruizione dello spettacolo dal vivo

Il programma Arena per tutti prevede ventisei serate con tecnologia e supporti per garantire la massima fruizione dello spettacolo dal vivo

Il progetto, realizzato con il sostegno di Müller, Accessibility Partner del Festival, prevede per tutta la stagione una serie di strumenti e attività pensate per accompagnare spettatori con differenti esigenze. Sono 2.600 i posti riservati in platea, 100 per ciascuna delle 26 serate coinvolte, destinati alle persone con disabilità intellettive e sensoriali e ai loro accompagnatori.

A questi si aggiungono servizi digitali e supporti dedicati: trailer accessibili con sottotitoli, voce narrante, traduzione nella lingua dei segni italiana, internazionale e tedesca, descrizione delle immagini, libri di sala digitali con testi semplificati e ingrandibili, immagini audio descritte per persone cieche e ipovedenti, oltre ad audio descrizioni dal vivo e sottotitoli durante gli spettacoli.

Nuovi percorsi per scoprire l’opera

La novità dell’edizione 2026 sono due nuovi laboratori multisensoriali dedicati all’orchestra e alla danza. Il primo permette di conoscere da vicino gli strumenti, il loro suono e il ruolo dei musicisti nella costruzione dell’opera. Il secondo accompagna i partecipanti alla scoperta del movimento del corpo, del lavoro dei ballerini e della costruzione coreografica.

Accanto a questi percorsi tornano le attività dedicate al backstage e al canto lirico, occasioni per entrare negli spazi normalmente nascosti al pubblico e scoprire scenografie, costumi, attrezzi di scena, tecniche vocali e segreti del lavoro quotidiano che rende possibile uno spettacolo.

I primi appuntamenti sono legati a Nabucco, l’opera che inaugura i percorsi multisensoriali, con incontri dedicati alla musica e agli strumenti dell’orchestra. Seguiranno gli appuntamenti sulla danza con Aida nell’allestimento di Franco Zeffirelli. «Questa è una delle attività che più amiamo, un progetto in cui crediamo fortemente», afferma Cecilia Gasdia, sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, «siamo arrivati al quarto anno ed è un orgoglio vedere crescere l’iniziativa e la partecipazione sia del pubblico sia dei nostri lavoratori che si mettono a disposizione per i percorsi multisensoriali. Dopo il successo dello scorso anno del laboratorio sul canto, sono certa che anche le nuove attività dedicate alla scoperta degli strumenti musicali, dell’orchestra e della danza saranno un successo».

Un modello di welfare culturale

L’iniziativa nasce dall’idea che la cultura non sia un privilegio per pochi, ma un bene comune da rendere concretamente accessibile. Per questo Arena per Tutti coinvolge direttamente anche i lavoratori della Fondazione Arena, che partecipano volontariamente mettendo a disposizione competenze ed esperienza. «Questo progetto è motivo di grande orgoglio per l’Amministrazione comunale», sottolinea Luisa Ceni, assessora alle Politiche sociali del Comune di Verona, «l’abbiamo visto nascere e crescere grazie all’impegno di Fondazione Arena. È un’iniziativa che racconta molto del sistema Verona: imprese che sponsorizzano, enti culturali che operano, sinergie guidate da nuove idee, entusiasmo e capacità. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma insieme possiamo creare benessere e welfare culturale».

Per Paola Scandola, direttore Marketing di Müller Italia, sostenere il progetto significa contribuire a un cambiamento culturale: «Sostenere un progetto come Arena per Tutti, che continua a crescere anno dopo anno, dimostra la volontà di dare continuità a un impegno reale, capace di lasciare un segno sul territorio. Siamo andati oltre il concetto di semplice iniziativa sociale, consolidando un modello in cui l’accessibilità diventa la normalità e la cultura un diritto davvero universale».

Una serata dedicata alla scoperta del canto lirico, della tecnica vocale, accompagnati dagli artisti del Coro di Fondazione Arena
Una serata dedicata alla scoperta del canto lirico, della tecnica vocale, accompagnati dagli artisti del Coro di Fondazione Arena

Una serata dedicata alla scoperta del canto lirico, della tecnica vocale, accompagnati dagli artisti del Coro di Fondazione Arena

Una casa aperta dove nessuno resta fuori

Dietro il progetto c’è anche un lavoro di ricerca e innovazione per migliorare strumenti e linguaggi. «Siamo partiti nel 2023 totalizzando 760 presenze, quest’anno prima di iniziare abbiamo già quasi 1.200 iscritti», spiega Elena Di Giovanni, responsabile scientifica del progetto, «mentre si fortifica il rapporto con il territorio, partono nuove collaborazioni nazionali e internazionali, questo ci consente di avere strumenti e tecnologie sempre più all’avanguardia».

La sfida è trasformare l’accessibilità da intervento speciale a dimensione ordinaria della proposta culturale. L’Arena, luogo simbolo della musica nel mondo, prova così a diventare anche un luogo dove ogni spettatore possa sentirsi accolto e protagonista. «La sensibilità e l’affetto delle persone che lavorano in Fondazione Arena rende tutto speciale», aggiunge Di Giovanni, «restituendo l’idea di una grande famiglia aperta a persone, idee e stimoli».