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Da sinistra: il direttore commerciale di Banca Mediolanum, Stefano Volpato, la presidente della Fondazione e vice presidente della Banca Sara Doris, Francesca Vitiello di progetto Arca, il presidente Giovanni Pirovano e il direttore generale Igor Garzesi alla convention Insieme, lo scorso 23 marzo a Milano
Oltre 57 milioni di euro erogati – di cui 11 milioni solo nel 2025, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente – e 1.868 progetti finanziati in 56 Paesi fra cui l’Italia. Sono i numeri di Fondazione Mediolanum (presentati alla convention Insieme, lo scorso 23 marzo a Milano), che quest’anno taglia il traguardo dei 25 anni di attività. Un quarto di secolo ben speso se si pensa che in cinque lustri sono stati aiutati più di 320 mila bambini in difficoltà. «Papà diceva “Se posso, aiuto tutti” - ricorda Sara Doris, 55 anni, presidente di Fondazione Mediolanum, vice presidente Banca Mediolanum e figlia del fondatore del gruppo bancario, Ennio Doris – a guidarci ancora oggi sono valori come la generosità, la trasparenza, il rispetto per il lavoro altrui, in una parola sola direi l’amore, da non trattenere: nessuno trova la felicità solo cercando la propria».
Generare valore per portare valore sul territorio, facendo rete: Banca Mediolanum e Fondazione Mediolanum, nata proprio per sviluppare le principali attività del gruppo in ambito sociale, portano in sé l’imprinting del fondatore.


Nello scorso anno il social impact generato è stato di 12,1 milioni di euro, erogati in aiuto a quasi 50 mila persone. «Certamente c’è un business da sostenere anche perché se non cresci non puoi fare investimenti. Nel farlo, però, puoi e devi promuovere legami e solidarietà - riprende Doris - A fare la differenza non è come si lavora ma come si vive. Ringrazio mio fratello Massimo per come sta guidando Banca Mediolanum, per i risultati e per lo stile di grande umanità e attenzione agli altri che sta portando avanti: è bello poter dare la possibilità a chi lavora con noi di condividere valori importanti». Grazie ai Mediolanum values manager, consulenti finanziari che investono tempo nel diffondere la cultura della responsabilità sociale, e ai Mediolanum Charity Ambassador, incaricati di cogliere le urgenze sociali dei territori, Mediolanum promette di essere «una banca al servizio delle famiglie». Non è un caso allora che, solo per fare un esempio, il legame con la Casa di accoglienza Anna Gugliemi, per i pazienti celebrolesi in cura all’istituto di Montecatone e i loro caragiver, sia nato grazie alla sensibilità di una consulente family banker e oggi questa importante realtà dell’Imolese sia fra le tante sostenute dal progetto solidale Mediolanum con Te.


Le strategie per promuovere il bene con il credito non finiscono certo qui. Centesimi che contano è il servizio che permette ai correntisti di donare automaticamente i centesimi a saldo l’ultimo giorno del mese, sostenendo realtà come Dynamo Camp, Centro Benedetta D’Intino, Lega del Filo d'Oro e Invictus camp, che si occupano di bambini con disabilità e gravi patologie croniche. Qualche dato per capire quanto valore possano generare le “monetine”? Nel 2025 sono stati raccolti più di 1 milione 84 mila euro, per un totale di 5 mila 298 bambini aiutati da ottobre 2014 a oggi e 4 milioni e mezzo di euro donati. Poi ci sono le iniziative di giving back (nel 2025, ad esempio, a Fondazione Arca e a Medici con l’Africa Cuam sono stati destinati 50 mila euro, 100 mila a Fondazione Tog) e i prestiti di soccorso, mille dal 2009 per un ammontare di 10 milioni di euro, erogati in sinergia con le fondazioni antiusura di 14 diverse Regioni italiane: un’attività preziosissima, incardinata nel lavoro della Banca, che oltre al saldo e stralcio del debito prevede un percorso di educazione finanziaria per non ricadere nella trappola dell’usura.
Ora l’obiettivo di Fondazione Mediolanum è arrivare a sostenere 500 mila bambini entro il 2030. «Vogliamo continuare a nutrire la cultura della solidarietà, vitale anche per la nostra identità – chiude Sara Doris – Spargere semi che saranno eterni: ecco l’orizzonte di un gruppo che vuole interpretare la vita senza lasciarsi nulla e nessuno indietro».







