Alla Smart Arena di Samsung Electronics a Milano, in occasione del Global Accessibility Awareness Day, l’innovazione si è trasformata in un laboratorio concreto di inclusione sociale. Due giornate, il 21 e 22 maggio, dedicate ai giovani, alla tecnologia e allo sport hanno visto protagonisti studenti provenienti da tutta Italia nell’ambito del primo Italian Hackathon di “Solve for Tomorrow”, il progetto globale di Corporate Citizenship con cui Samsung accompagna le scuole secondarie nello sviluppo di idee capaci di generare un impatto positivo sulla società.

L’iniziativa ha coinvolto cinque scuole italiane selezionate per l’edizione 2025/2026 del programma, chiamate a trasformare le proprie intuizioni in prototipi concreti legati ai temi dell’accessibilità e dell’inclusione. In gara c’erano il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Pescara con il progetto “Synchrofit”, il Liceo V. Imbriani di Pomigliano d’Arco con “Shape Shifter”, l’IIS Benedetti-Tommaseo di Venezia con “ActiveBalance”, il Civico Liceo Linguistico A. Manzoni di Milano con “SocialBuddy” e il Liceo Scientifico Sant’Apollinare di Roma con “Motion Help”.

Durante la prima giornata gli studenti hanno partecipato a workshop progettuali e momenti di confronto insieme a realtà impegnate nel sociale e nello sport inclusivo come Fondazione TOG e Azzurrini Academy, portando esperienze concrete sul tema dell’accessibilità e della riabilitazione.

Il progetto vincitore dedicato agli adolescenti con diabete

A conquistare la vittoria è stato il team dell’IIS Benedetti-Tommaseo di Venezia, composto dagli studenti Vittoria Talon e Pierluigi Fioretti, guidati dalla professoressa Cosima Bonivento. Il loro progetto, “Active Balance”, affronta un tema delicato e attuale: il supporto agli atleti adolescenti con diabete di tipo 1 attraverso una piattaforma innovativa per il monitoraggio della performance metabolica.

L’idea nasce dalla volontà di rendere più sicura e inclusiva la pratica sportiva per ragazzi che convivono quotidianamente con una patologia cronica. Un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare strumento di autonomia, partecipazione e qualità della vita.

La finale si è svolta davanti a una giuria composta da rappresentanti del mondo istituzionale, sportivo e del terzo settore. A chiudere l’evento è stata la senatrice e atleta paralimpica Giusy Versace, da anni impegnata nella promozione dei diritti e dell’inclusione sociale: «L’accessibilità non riguarda solo la possibilità di accedere a strumenti o spazi, ma la possibilità concreta di partecipare pienamente alla vita sociale, educativa e professionale», ha dichiarato, «vedere ragazze e ragazzi mettere la tecnologia al servizio dell’inclusione attraverso progetti concreti rappresenta un segnale importante e necessario».

Gianluca Zambrotta durante l'intervento
Gianluca Zambrotta durante l'intervento

Gianluca Zambrotta durante l'intervento

La soddisfazione della professoressa Bonivento

Grande emozione anche nelle parole della docente veneziana Cosima Bonivento, che ha accompagnato i ragazzi durante tutto il percorso e ha sottolineato soprattutto il valore educativo dell’esperienza: «Si sono confrontati con studenti altrettanto bravi, preparati e competitivi ed hanno incontrato relatori e coach straordinari che li hanno ispirati e guidati a migliorare ancora il prototipo. Quando siamo risultati vincitori abbiamo provato una grande emozione e soddisfazione e in un primo momento eravamo increduli, ma grazie alle parole e ai complimenti di tutti siamo consapevoli di aver fatto un lavoro solido ed importante che speriamo possa avere ulteriore sviluppo». E ancora: «Partecipare a “Solve for Tomorrow” ha significato per i nostri studenti molto più che un progetto scolastico: è stata un’esperienza concreta di collaborazione, creatività e crescita, in cui idee nate da bisogni reali si sono trasformate in soluzioni innovative. Vedere il progetto Active Balance riconosciuto da Samsung e vivere l’Hackathon di Milano ha reso questo percorso ancora più significativo, tra entusiasmo, confronto e grande orgoglio per il lavoro svolto».

Parole che raccontano bene il senso profondo dell’iniziativa: investire sulle nuove generazioni affinché tecnologia e innovazione non restino strumenti astratti, ma diventino occasioni di inclusione e attenzione alle fragilità. Come ha ricordato Anastasia Buda, Head of ESG, CSR & Internal Communication di Samsung Electronics Italia, «l’innovazione ha davvero valore solo quando è pensata per essere accessibile a tutti» confermando l’intenzione dell’azienda di «continuare a investire nei giovani, valorizzandone il talento e accompagnandoli nella costruzione di un futuro più aperto ed equo».