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Un banchetto dell'iniziativa Biscotti Senza Frontiere di MSF.
Da oltre 50 anni Medici senza frontiere è impegnata in prima linea, con i suoi operatori, nei luoghi del mondo lacerati da gravi crisi umanitarie, malnutrizione e povertà estrema, catastrofi ambientali, epidemie, emergenze sanitarie e carenza di accesso alle cure, conflitti armati e instabilità. Nella Striscia di Gaza martoriata dalla guerra, ridotta in macerie, nel 2025 i team di MSF hanno portato assistenza alla popolazione allo stremo effettuando oltre 900mila visite mediche, realizzando 27mila interventi chirurgici e assistendo più di 13mila parti. In Sudan, dove da tre anni e mezzo il sanguinoso conflitto civile colpisce gli abitanti, i luoghi della vita quotidiana - mercati, scuole, strutture sanitarie - sono diventati bersagli degli attacchi e milioni di persone sono state costrette ad abbandonare dalle loro case, solo nel 2025 l’organizzazione umanitaria ha svolto più di 1 milione e 400mila visite ambulatoriali e assistito 34mila parti.
In Repubblica Democratica del Congo, dove alle epidemie di morbillo e colera si è aggiunta anche una nuova epidemia di Ebola, in una regione in cui da anni gli scontri tra gruppi armati e le violenze rendono già complesso l’accesso alle cure, MSF continua a essere presente «per curare, proteggere, formare, assistere e contribuire a contenere l’epidemia», come racconta Martina Marchiò, vicepresidente di MSF da poco rientrata dalla RDC, dove ha preso parte all’intervento in risposta a Ebola. Che non è soltanto un virus, spiega Marchiò. «È il terrore negli occhi di una persona malata. È una famiglia che non può più abbracciare il proprio caro. È una telefonata fatta sapendo che potrebbe essere l’ultima».
Con oltre 70 Paesi d’intervento, 65mila operatori sul campo e 17 milioni di visite mediche all’anno, Medici senza frontiere si occupa di numerose attività mediche quali gestione di ospedali, cliniche e centri nutrizionali, chirurgia di guerra e routinaria, lotta alle epidemie e supporto psicologico per le vittime di traumi e guerre.
Per continuare a portare e assicurare assistenza e cura dovunque nel mondo ci sia bisogno, Medici senza frontiere torna in oltre 200 piazze d’Italia per la III edizione di Biscotti Senza Frontiere, iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi che sostiene il Fondo Emergenze dell’organizzazione.


E anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, al fianco dell’iniziativa di Medici senza frontiere c’è Barilla, che per questo evento di raccolta fondi ha donato all’organizzazione oltre 100mila tubi di biscotti Grancereale da 250 grammi, il cui ricavato sarà interamente devoluto ai progetti umanitari di MSF.
Dal 23 al 25 ottobre nelle piazze di 115 città in 19 regioni d’Italia duemila volontari e volontarie saranno presenti nei banchetti di MSF, dove saranno disponibili le scatole di biscotti in edizione limitata in due versioni, ognuna abbinata a un gusto dei biscotti Grancereale contenuti all’interno (classico e frutta). Le biscottiere ritraggono una un fuoritrada di MSF che trasporta aiuti umanitari verso le comunità in zone di emergenza, l’altra alcuni degli strumenti tipici del lavoro sul campo, dall’ambulanza allo stetoscopio, fino a medicinali e kit di primo soccorso.
L’edizione di quest’anno accende un focus sulla salute mentale: all’interno della scatola un QR code consente di scaricare la brochure Anche questa è cura, uno strumento pratico per affrontare le sfide di ogni giorno e avvicinare il pubblico a questi temi. Con una donazione minima di 15 euro si riceve una scatola di biscotti e si finanziano 30 bustine di cibo terapeutico pronto all’uso.
Si può trovare l’elenco delle piazze sul sito.
I Biscotti Senza Frontiere saranno disponibili anche online sul sito per riceverli direttamente a casa.





