«Diventare un medico in grado di curare tutte le malattie del mondo», è questo il sogno di Chopper, personaggio iconico di One Piece, manga di Eiichiro Oda. La volontà della piccola renna è ben visibile durante tutte le saghe dell’opera: ovunque ci sia un paziente bisognoso di un dottore, lui arriva con il suo kit e prova a curarlo. Non importa se il paziente è un umano, un animale o un mostro e non importa neanche che tipo di malattia abbia, lui proverà comunque a curarlo. Ed è con questo spirito che Medici Senza Frontiere affronta la sua missione, giorno dopo giorno. Va da sé che il connubio tra i due calzi a pennello come la Nutella sul pane.

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Chopper è stato scelto come simbolo della nuova campagna di Medici Senza Frontiere non solo perché emblema di dedizione medica, bensì anche in quanto personaggio pop in grado di catturare l’attenzione, essendo uno dei protagonisti del fumetto più venduto della storia.

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La dietrologia di One Piece si applica perfettamente a quella di Medici Senza Frontiere. L’idea di fondo della campagna è quella di traslare il concetto di Nakama (compagno di avventure col quale si è installato un rapporto indissolubile) applicandola al mondo del volontariato e del sostegno umano.

Ha attraccato in porto a Genova la nave Geo Barents, la search & rescue vessel di Medici Senza Frontiere con a bordo 165 migranti salvati in area libica, 109 dei quali recuperati a bordo di un gommone e 37 da una barca in vetroresina. A bordo ci sono 33 minori di cui una trentina non accompagnati. Mentre viaggiava verso Genova, la nave ha recuperato in mare 11 cadaveri che sono stati poi trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera vicino a Lampedusa. Completato l'attracco, sulla nave sono stati esposti alcuni sacchi bianchi per il recupero dei cadaveri con la scritta 'Europe how many more?' e i numeri da 1 a 11 in ricordo delle undici salme recuperate in mare. Accanto ai sacchi, 11 giubbetti arancioni di salvataggio. Genova, 11 giugno 2024. ANSA/LUCA ZENNARO ZENNARO --- The Geo Barents ship, the search & rescue vessel of Msf, has docked in the port of Genoa with 165 migrants rescued in the Libyan area on board, 109 of whom were recovered on board a rubber dinghy and 37 from a fiberglass boat. There are 33 minors on board, around thirty of whom are unaccompanied. While traveling towards Genoa, the ship recovered 11 bodies at sea which were then transferred to a Coast Guard patrol boat near Lampedusa. Once docking was completed, some white bags for the recovery of corpses were displayed on the ship with the words 'Europe how many more?' and the numbers from 1 to 11 in memory of the eleven bodies recovered at sea. Next to the bags, 11 orange life jackets. Genoa, 11 June 2024. ANSA/LUCA ZENNARO ZENNARO
Ha attraccato in porto a Genova la nave Geo Barents, la search & rescue vessel di Medici Senza Frontiere con a bordo 165 migranti salvati in area libica, 109 dei quali recuperati a bordo di un gommone e 37 da una barca in vetroresina. A bordo ci sono 33 minori di cui una trentina non accompagnati. Mentre viaggiava verso Genova, la nave ha recuperato in mare 11 cadaveri che sono stati poi trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera vicino a Lampedusa. Completato l'attracco, sulla nave sono stati esposti alcuni sacchi bianchi per il recupero dei cadaveri con la scritta 'Europe how many more?' e i numeri da 1 a 11 in ricordo delle undici salme recuperate in mare. Accanto ai sacchi, 11 giubbetti arancioni di salvataggio. Genova, 11 giugno 2024. ANSA/LUCA ZENNARO ZENNARO --- The Geo Barents ship, the search & rescue vessel of Msf, has docked in the port of Genoa with 165 migrants rescued in the Libyan area on board, 109 of whom were recovered on board a rubber dinghy and 37 from a fiberglass boat. There are 33 minors on board, around thirty of whom are unaccompanied. While traveling towards Genoa, the ship recovered 11 bodies at sea which were then transferred to a Coast Guard patrol boat near Lampedusa. Once docking was completed, some white bags for the recovery of corpses were displayed on the ship with the words 'Europe how many more?' and the numbers from 1 to 11 in memory of the eleven bodies recovered at sea. Next to the bags, 11 orange life jackets. Genoa, 11 June 2024. ANSA/LUCA ZENNARO ZENNARO
Medici Senza Frontiere è da sempre in prima linea quando si tratta di curare i bisognosi. ANSA/LUCA ZENNARO ZENNARO (ANSA)

L'iniziativa si rivolge per lo più a Gen z e Millenials, ragazzi che potrebbero percepire le ONG come realtà distanti. Chopper li invita a salpare a bordo ed entrare a far parte della “ciurma” di Medici Senza Frontiere. Il fulcro del progetto risiede proprio al viaggio virtuale di Chopper. Il dottore esce dal mondo di One Piece per ritrovarsi catapultato nel nostro, specificamente in aree dove Medici Senza Frontiere è attiva e presente sul territorio.

Il viaggio attraversa zone di conflitto, aree colpite da epidemie e luoghi dove si sono verificati disastri naturali sono solo alcuni degli scenari in cui gli operatori umanitari di Medici Senza Frontiere operano. Essendo ormai uno di loro Chopper cercherà di curare quante più persone possibili, esattamente come quando era nella ciurma di Luffy.

A sancire il definitivo ingresso della renna nella “ciurma” di Medici Senza Frontiere è il fatto che il suo sogno non è più confinato tra le pagine di un fumetto, ma trova un’applicazione concreta in ogni ospedale dove il diritto alla salute viene difeso sopra ogni confine geografico o politico. Questa sinergia trasforma un ideale in un’azione tangibile: curare chiunque, ovunque e senza distinzioni, proprio come farebbe un vero membro della ciurma di Cappello di Paglia.

Chopper in una scena dell'anime di One Piece

L’unione tra Chopper e la ONG punta a scuotere la coscienza collettiva attraverso un linguaggio universale e pop. Non si tratta solo di una strategia di comunicazione, ma di un invito a non restare spettatori di fronte alle crisi umanitarie. Se nel mondo di Oda le malattie possono essere sconfitte dalla forza di volontà e dalla medicina, nel nostro mondo Medici Senza Frontiere dimostra quotidianamente che l'indifferenza è l'ostacolo più grande da superare, e che l'unico modo per farlo è restare uniti.

In definitiva, questa collaborazione ci ricorda che non serve possedere i poteri di un Frutto del Diavolo per cambiare le cose. A volte, basta avere il coraggio di "salire a bordo" e mettere le proprie risorse al servizio degli altri. Perché, come insegna la storia di Chopper, nessuna ferita è davvero incurabile se si ha una ciurma pronta a sostenerci.