Il cinema continua a far parte della vita degli italiani, anche quando la sala si trasforma nel salotto di casa. In media, ciascuno guarda 91 film all'anno, circa uno ogni quattro giorni, alternando la visione sul grande schermo a quella in televisione e in streaming. È quanto emerge dalla ricerca Sala e salotto, realizzata da Ergo Research per ANICA e presentata a Roma durante il Mercato Internazionale Audiovisivo.

Tra il gennaio 2025 e il giugno 2026, quasi 30 milioni di persone sono andate al cinema, tornando ai livelli precedenti alla pandemia. A frequentare maggiormente le sale sono i giovani: la fascia tra i 15 e i 24 anni è l'unica ad aver acquistato nel 2025 più biglietti rispetto al 2019. L'età media degli spettatori è di 36 anni. Gli over 50, pur rappresentando metà della popolazione italiana, costituiscono invece il 39% del pubblico cinematografico e acquistano soltanto un quarto dei biglietti.

La sala resta un'esperienza importante, ma rappresenta meno del 2% del consumo complessivo di film. A dominare sono le visioni domestiche: nel periodo esaminato, la ricerca ha registrato oltre 32 milioni di visioni a casa, contro 4,2 milioni di biglietti venduti al cinema. La maggior parte della fruizione avviene attraverso l'offerta gratuita, tra televisione tradizionale e servizi on demand. I servizi a pagamento, compresi quelli in streaming, rappresentano invece il 22% del consumo, con una partecipazione particolarmente significativa degli spettatori più adulti.

In tutto questo i film italiani rappresentano il 19% delle visioni domestiche, contro l'8% registrato nelle sale nello stesso periodo. Su 9,3 milioni di visioni di film appena arrivati sui servizi a pagamento, 3 milioni riguardano titoli italiani. Questi ultimi sembrano trovare il proprio pubblico soprattutto dopo il passaggio al cinema: il 92% delle loro visioni sui servizi pay riguarda infatti opere uscite precedentemente in sala.