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Dopo Sony, anche Nintendo potrebbe scegliere di eliminare definitivamente i dischi fisici
Uno dei ricordi della mia infanzia a cui sono più legato, è stato quando Babbo Natale mi regalò la Playstation 3. Ricordo benissimo l’emozione dopo aver scartato il pacco, e ancora di più l’adrenalina che mi attraversò appena capii che gli altri pacchi a forma rettangolare che aspettavano sotto l’albero erano i vari videogiochi. Dal 2028 non sarà più così, infatti Sony ha deciso di dire addio definitivamente ai dischi fisici per i nuovi giochi della Playstation, per passare ad una versione completamente digitale. Questa scelta è dettata dalle abitudini dei consumatori, che ormai non si recano più se non in piccolissima parte ad acquistare il disco fisico. I veri giocatori, quelli che hanno vissuto tutte queste epoche e sperimentato ogni console, conoscono bene il valore dei dischi fisici, infatti le critiche non sono mancate sui social network, specialmente sotto i post della Sony stessa.
È il passare dei tempi, che toglie elementi di un passato recente per andare incontro ai nuovi gusti. Resterà però un senso di malinconia, soprattutto perché alcuni di questi dischi hanno fatto la storia dei videogiochi. I giocatori delle prime PS1 ricorderanno benissimo i dischi di Tekken, Crash Bandicoot e Gran Turismo; se la console non li leggeva, si passava ad un’attenta pulizia con il fazzoletto, sperando di togliere tutta la polvere e di poter iniziare a giocare.


Successivamente è arrivata la console più venduta della storia, sua maestà, la Playstation 2. Lanciata in Giappone nel marzo del 2000 e in Europa a novembre dello stesso anno, ha conquistato il mondo con oltre 160 milioni di unità vendute: un numero che, ancora oggi, nessun'altra console è riuscita a eguagliare. È con la PS2 che il calcio virtuale trova la sua vera casa: nel 2001 arriva il primo FIFA pensato per la nuova generazione di console, con le divise ufficiali delle squadre, mentre dall'altra parte del campo Konami risponde con Pro Evolution Soccer, dando vita a una rivalità che per anni ha diviso amicizie e compagnie di scuola tra chi giurava fedeltà all'uno e chi all'altro.
Poi, come raccontavo, è arrivato quel Natale con la PS3 sotto l'albero. Era il 2006 quando la console debuttò, e con lei una nuova generazione di Gran Turismo e di FIFA, ma anche giochi che univano creatività e leggerezza, come LittleBigPlanet, capace di far costruire ai giocatori i propri livelli, o le serate a cantare davanti alla tv con Singstar, tra amici e parenti in gara per il microfono.
Sono seguite la PS4, nel 2013, e la PS5, nel 2020, con Gran Turismo Sport prima e Gran Turismo 7 poi a portare il realismo delle corse a livelli impensabili vent'anni fa, e FIFA che nel 2023 ha dovuto persino cambiare nome, diventando EA Sports FC, dopo la fine dell'accordo trentennale tra Electronic Arts e la federazione internazionale.
Da qui al 2028 restano ancora un po' di dischi da scartare, di custodie da allineare sullo scaffale, di manuali da sfogliare prima ancora di accendere la console. Poi, per i bambini che nasceranno da quel momento in poi, Babbo Natale dovrà inventarsi qualcos'altro da mettere sotto l'albero: forse un codice scritto su un bigliettino, forse solo una notifica sullo smartphone dei genitori. Sarà comunque un regalo, certo. Ma difficilmente avrà lo stesso profumo di plastica e cartone di quei pacchi rettangolari che, da bambini, sapevamo già cosa contenessero.






