PHOTO
credit: Andrea Di Gregorio
È qui la festa. Al binario 1 della stazione di Sulmona, poco prima delle 9 del mattino di una domenica estiva, una fisarmonica, un organetto e un tamburello ricamano l’aria con il ritmo incalzante di un saltarello. I tre musicisti della Banda dei Briganti suonano, cantano stornelli e i viaggiatori che si affollano accanto al binario accompagnano la musica battendo le mani. Qualcuno magari si metterebbe a ballare, ma poi le mani afferrano i telefonini perché c’è da fotografare e da filmare il treno in arrivo. Eccola qui “la piccola Transiberiana d’Italia”, la Ferrovia dei Parchi, che attraversa il cuore dell’Abruzzo e del Molise in un percorso che alterna montagne, altipiani, boschi e vallate.
Il treno, trainato da una potente locomotiva Diesel D.445 è formato da carrozze dette Centoporte. Entrate in servizio dalla metà degli anni ’30 del Novecento, devono il loro nome alla moltitudine di porte presenti lungo le fiancate, che consentivano un rapido accesso ai numerosi scompartimenti, rendendole estremamente efficienti per il traffico regionale e per il flusso di passeggeri nelle stazioni affollate.
Oggi salgono a bordo circa 400 persone. Italiani e stranieri, di tutte le età. Si uniscono anche i tre musicanti, le guide della Pallenium Tourism (agenzia di viaggi specializzata in turismo ferroviario) e il capotreno, che si chiama Marcello, è nato a Campo di Giove (dove il treno farà tappa) e lavora nelle ferrovie da 43 anni.


Si resta subito affascinati dalla bellezza degli interni: i sedili in legno, i ripiani per i bagagli, le pesanti tendine marroni ai finestrini, le lampade appese al soffitto. Un ambiente spartano, ma al tempo stesso elegante. Il bagno è minuscolo, con un lavabo nell’angolo, uno specchio con la cornice in legno e la tazza del water da usare solo con il treno in movimento.


Oggi il nostro treno copre il tragitto da Sulmona a Castel di Sangro, in altre date il treno raggiunge Carpinone, in Molise, anche se la linea termina a Isernia. La tratta Sulmona-Isernia fu inaugurata il 18 settembre 1897 ed è considerata un capolavoro di ingegneria ferroviaria. Lunga 128,73 chilometri, attraversa 25 chilometri all’interno di 58 gallerie. Il tracciato raggiunge anche la seconda stazione ferroviaria più alta della rete italiana, quella di Rivisondoli-Pescocostanzo, posta a 1.268,82 metri di quota.


Per oltre un secolo la linea fu una importante direttrice fra Adriatico e Tirreno, fra le province interne e Napoli. Distrutta dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, fu ricostruita e riattivata dalla metà degli anni ’50, senza però essere mai elettrificata. Quindi si usarono le locomotive a vapore e poi le automotrici diesel. Dalla metà degli anni ’90 comincia il declino e il traffico passeggeri si riduce sempre di più. La linea viene ufficialmente “sospesa” tra il 2010 e il 2011, ma non viene abbandonata del tutto grazie al rilancio turistico promosso dagli appassionati di treni storici in sinergia con la Fondazione FS Italiane.
Il calendario prevede partenze tutto l’anno con percorsi di andata e ritorno nel fine settimana. Anche in inverno, quando la presenza della neve rende un po’ meno esagerata la definizione di Transiberiana d’Italia per questa tratta che rappresenterebbe solo una minuscola frazione della vera Transiberiana.
Si parte accompagnati dalle puntuali spiegazioni delle guide. Lasciata Sulmona si risale la valle del Gizio e si costeggia prima da un lato e poi dall’altro il borgo pittoresco di Pettorano sul Gizio, che nel corso della storia ha avuto uno dei flussi migratori più elevati di tutto il Mezzogiorno. Poi si attraversa un altopiano ondulato che porta a Campo di Giove, situato a 1.064 metri sul versante sud-occidentale della Maiella. Il treno sosta poco più di un’ora, dando l’occasione per visitare il centro storico e rifocillarsi di pizza e di dolcetti locali. Poi prosegue attraversando la lunga galleria della Maiella e i verdi altopiani d’Abruzzo, praterie prive di alberi e circondate da pendii boscosi. Una vista riposante.


La fermata successiva è nella stazione di Alfedena-Scontrone (878 metri di quota) dove partono tre diverse escursioni alla quali ci si può iscrivere al momento della prenotazione: un’escursione guidata ad Alfedena, un trekking guidato a Scontrone, una visita a Barrea, immersa nella valle dell’omonimo lago, territorio del Parco nazionale d’Abruzzo.
Chi resta a bordo finisce la corsa a Castel di Sangro. Ci sono poco meno di quattro ore per pranzare, esplorare il centro storico e i suoi musei, rilassarsi al fresco lungo le rive del fiume Sangro, uno dei più pescosi d’Italia. L’appuntamento in stazione è alle 16.30 richiamati dai ritmi animati dei musicisti che accompagnano il rientro a Sulmona, previsto alle 18.30. Ancora in tempo per fare una scorpacciata di confetti.





