Calcando il campo da calcio ha ammaliato milioni di spettatori, sia da calciatore che da predicatore evangelico. È la nuova vita di Dani Alves, ex terzino del Barcellona e della Juventus, oltre che della nazionale brasiliana, che dopo un periodo travagliato ha riscoperto la fede. Dopo una carriera scintillante e costellata di successi in Europa, nel luglio del 2022 firma quello che sarà il suo ultimo contratto da calciatore professionista con il Pumas UNAM, squadra della massima serie messicana. Dopo solo sei mesi però il club decide di licenziarlo. Il movente dietro questa scelta è legato ai problemi con la legge del brasiliano, che nel gennaio 2023 viene arrestato dalla polizia catalana con l’accusa di violenza sessuale.

Juventus's Dani Alves jubilates after scoring a goal during the Serie A soccer match Juventus-Cagliari at juventus Stadium in Turin, Italy, 21 September 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Juventus's Dani Alves jubilates after scoring a goal during the Serie A soccer match Juventus-Cagliari at juventus Stadium in Turin, Italy, 21 September 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Dani Alves esulta per un gol con la maglia della Juventus. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO (ANSA)

I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 dicembre 2022. In una discoteca di Barcellona, Dani Alves avrebbe infilato le mani nelle mutande di una ragazza senza il suo consenso. Se in un primo momento il calciatore ex Juventus avrebbe negato anche solo di conoscerla, «non ho mai visto questa donna in vita mia», dichiarò, modificò la sua versione successivamente, sostenendo che la ragazza fosse consenziente.

La procura chiese 9 anni per Dani Alves, ma al processo fu condannato a scontare 4 anni e sei mesi di carcere. Durante la detenzione nel carcere di Brians 2, l’ex calciatore trova una nuova luce, quella della fede. Dopo 14 mesi, viene pagata la cauzione di un milione di euro che ne permette la scarcerazione. Nel marzo 2025 arriva la svolta definitiva sul caso: la corte accolse il ricorso dei legali di Alves – e respinto quello presentato dalla Procura- e lo assolse, poiché la testimonianza della sola ragazza non è stata reputata sufficiente per scardinare il presupposto di innocenza.

Da quando è uscito da Brians 2, la vita dell’ex campione è cambiata grazie alla riscoperta della fede. In cella ha abbracciato la religione evangelica, diventandone predicatore. Dopo aver condiviso il messaggio del suo credo nella chiesa Elim di Girona, è stato invitato a partecipare all’evento “The Change Madrid 2026” del 2 maggio. Durante la giornata ha preso la parola davanti a 35mila persone radunate al Wanda Metropolitano, lo stadio dell’Atletico Madrid.

Durante il suo intervento ha parlato a cuore aperto della propria caduta e della successiva rinascita, spiegando come il successo sportivo sia ormai un ricordo sbiadito rispetto alla pienezza spirituale ritrovata. «Conosco bene gli stadi di calcio, la folla non mi impressiona più. Ciò che mi impressiona oggi è il potere del Signore che si avverte qui», ha dichiarato con enfasi, rivolgendosi a una platea silenziosa e partecipe.

Alves ha poi affrontato il tema della sua identità, segnata profondamente dai mesi trascorsi dietro le sbarre: «Quello che sto facendo è non permettere che Daniel torni a essere solo Dani Alves. Dani Alves era perduto, ma Daniel è sempre stato ritrovato da Cristo». Un passaggio che ha evidenziato la volontà di lasciarsi alle spalle l'immagine del divo per abbracciare quella dell'uomo comune. Infine, ha toccato il punto più delicato del suo recente passato, ovvero la perdita dello status e della ricchezza: «Non è importante la tua fama, non è importante il tuo denaro. Ho perso tutto, ma perdendo tutto ho trovato Cristo Gesù, il mio unico Salvatore».