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Nel 2025 più di 4 milioni di ragazze sono rimaste escluse dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci e fino a 12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere. Entro la fine del 2026, potrebbero essere esclusi dalla scuola 6 milioni di bambini e bambine in più rispetto al 2024: è come svuotare tutte le scuole primarie di Italia e Germania messe insieme. Le bambine e le ragazze rischiano di pagare il prezzo più alto: gli aiuti destinati all’istruzione femminile sono stimati in calo del 28%, pari a 123 milioni di dollari in meno entro la fine del 2026. E a rendere la situazione ancora più allarmante c’è l’incremento delle guerre, con gli attacchi contro gli istituti scolastici, oltre agli effetti devastanti della crisi climatica.
Sono i dati allarmanti evidenziati dalla Ong Terre des hommes nel nuovo Dossier Indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026. Per la prima volta in 15 edizioni quasi tutti gli indicatori segnano un peggioramento: un effetto diretto ed evidente del crollo degli aiuti internazionali allo sviluppo. Si tratta di una vera e propria inversione di rotta – commenta Terre des hommes – che rimette in discussione conquiste ottenute in decenni di politiche pubbliche e cooperazione internazionale. Un preoccupante dietrofront che coinvolge la difesa e la promozione dei diritti e della parità di genere e del quale a pagare le conseguenze sono prima di tutto bambine e ragazze.
Nel mondo, 840 milioni di donne e ragazze dai 15 anni in su, circa una su tre, hanno subito almeno una volta violenza fisica o sessuale. Proprio mentre aumenta il bisogno, la crisi dei finanziamenti umanitari sta riducendo i servizi di protezione. Secondo UNFPA, più di 1.000 strutture sanitarie e unità mobili hanno già chiuso o rischiano di farlo e sono venuti meno oltre 2.000 operatori sanitari e della protezione. Sono stati inoltre chiusi più di 250 spazi sicuri e centri dedicati alla violenza di genere e alle adolescenti, privando oltre 2 milioni di donne e ragazze di luoghi di protezione e assistenza.


I tagli drastici agli aiuti internazionali si abbatte in modo pesante sulla salute e le politiche sanitarie, fra cui la prevenzione del virus Hiv, ridimensionando i progressi fatti negli ultimi decenni. E colpisce la lotta per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili: i fondi del Programma congiunto delle Nazioni Unite sono diminuiti del 45% tra il 2024 e il 2025, passando da 29,6 a 16,3 milioni di dollari. Il calo interviene mentre, nel solo 2026, oltre 4,5 milioni di bambine e ragazze rischiano di essere sottoposte a Mgf: entro il 2030 potrebbero essere 22,7 milioni.
Circa una ragazza su cinque nel mondo si sposa prima dei 18 anni; nei contesti fragili segnati da conflitti e povertà la prevalenza sale al 35%. Ma la forte riduzione dei budget minano i programmi in favore del diritti delle donne e di contrasto alla piaga dei matrimoni forzati. Così come i programmi contro il lavoro minorile: nel mondo 137,6 milioni di minorenni sono coinvolti nel lavoro minorile, di cui 54 milioni svolgono lavori considerati pericolosi. Le bambine e le ragazze lavoratrici risultano essere 59,3 milioni, ma le statistiche spesso non comprendono il lavoro domestico e di cura non retribuito. Nel marzo 2025 gli Stati Uniti hanno cancellato tutti i finanziamenti del Bureau of International Labor Affairs (ILAB): 500 milioni di dollari destinati a 69 programmi di contrasto al lavoro minorile, al lavoro forzato e alla tratta in 40 Paesi.
«Quindici anni di Indifesa ci consegnano una responsabilità precisa: non considerare acquisito nessun diritto. Il dossier di quest’anno dimostra che il peggioramento è il risultato di scelte. Si è scelto di diminuire le risorse e indebolire i servizi, l’impegno politico è arretrato e le persone che partono da una posizione più fragile sono state le prime a perdere ciò che avevano conquistato. Bambine e ragazze in primis. Questo ci dimostra, però, che con scelte diverse la direzione può cambiare. Una scuola che resta aperta può evitare un matrimonio precoce. Un servizio territoriale può interrompere una spirale di violenza. Un programma di pianificazione familiare può diminuire il tasso di gravidanze adolescenziali indesiderate», spiega Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia.
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