Donare sangue è uno dei gesti più semplici e che quasi tutti possono compiere per salvare vite. Nessun eroismo, ma una grande disponibilità a fare spazio ai bisogni degli altri, mettendo in gioco il proprio corpo, il proprio tempo, senza danni per la salute, ma con enormi benefici per chi di quel nostro sangue ha bisogno per sopravvivere. Un gesto umano, ma anche profondamente cristiano.

È importante ribadirlo oggi, in cui si celebra la Giornata mondiale del donatore di sangue. Il sangue, il nostro sangue, è una risorsa preziosa per il Servizio sanitario nazionale, un principio che costituisce il fondamento del sistema trasfusionale italiano e contribuisce a garantire equità, sicurezza e disponibilità delle cure per migliaia di pazienti .E gli italiani generosi li sono, secondo dati relativi al 2025 sulla donazione del sangue in Italia presentati al ministero della Salute in occasione del lancio della campagna mediatica di sensibilizzazione dal titolo “Donare è l'azione più bella”, che ha come testimonial il campione di pallavolo, oggi commentatore tv, Andrea 'Lucky' Lucchetta. Nel 2025 il numero complessivo di donatori è stato di 1 milione e 664mila, in diminuzione dello 0,8% rispetto all'anno precedente. Trend positivo (+1,4%) per i donatori periodici, che sono le fondamenta del sistema e che oggi rappresentano l'85% di tutti i donatori. Come illustrato dalla direttrice del Centro nazionale sangue, Luciana Teofili, in occasione della presentazione della campagna al Ministero della Salute, l'Italia, "grazie ai donatori, è autosufficiente in materia di globuli rossi da quasi vent'anni". Per quanto riguarda il plasma, la generosità dei donatori ha permesso nel 2025 di destinare alla produzione di medicinali plasmaderivati la cifra record di 920 tonnellate.

Complessivamente nel 2025 la fascia di donatori più numerosa in rapporto alla popolazione è quella tra i 46-55 anni (63,6 donatori per mille abitanti). Quella meno numerosa e che tende a ridursi è la fascia di età 18-25 (34,1 donatori per mille abitanti). Ecco la nota dolente: tra i più giovani si sta perdendo questa disponibilità al dono, una tendenza che occorre invertire anche con mirate campagne di sensibilizzazione, per evitare di trovarsi in un futuro non troppo lontano di nuovo a fronteggiare emergenze di sangue. Il grosso delle donazioni avviene attraverso l’azione dell’Avis, che conta oltre 1,3 milioni di donatori e più di 2 milioni di donazioni annue, e promuove una serie di iniziative di informazione e sensibilizzazione per diffondere la cultura del dono e rafforzare la consapevolezza sull’importanza della donazione di sangue e plasma. «La Giornata mondiale del donatore di sangue è l’occasione per ribadire il valore della donazione volontaria che rappresenta il fondamento del sistema trasfusionale italiano» afferma il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi . «Difendere il dono significa garantire al Paese un sistema fondato sulla solidarietà, sulla sicurezza e sulla responsabilità collettiva».