Nell’aula dedicata alle attività cognitive, Samuele, 18 anni di Grottammare (in provincia di Ascoli Piceno), ipovedente, sta lavorando al computer, con caratteri scritti in nero molto grandi per facilitarlo nella visione. «Samuele sta seguendo un trattamento di breve durata, per tre settimane, presso il nostro Centro diagnostico, dove accogliamo tutti gli utenti che hanno raggiunto il sesto anno di età: dopo i trattamenti precoci - che vanno da zero a sei anni -, per loro continua la presa in carico qui ad nel Centro di Osimo o nelle sedi territoriali dove gli utenti risiedono».

A spiegare è la dottoressa Catia Sartini, direttrice del Centro diagnostico, trattamenti di breve durata e settore scolare della Fondazione Lega del Filo d'Oro, centro di eccellenza e punto di riferimento in Italia per l’assistenza, l’educazione e la riabilitazione delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, nato nel 1964 sulle colline di Osimo, in provincia di Ancona. «Sto lavorando sulle emozioni attraverso i testi delle canzoni di Vasco Rossi», spiega Samuele che, da appassionato di Formula uno, mostra con orgoglio la sua maglietta della Mercedes. «Sarebbe molto bello incontrare Kimi Antonelli», confessa.

In una delle quattro palestre del Centro nazionale della Lega del Filo d’Oro di Osimo, Raffaella, una delle terapiste, accompagna, tenendolo per mano, uno degli utenti adulti in un percorso motorio attraverso una serie di pedane, che si ripete più volte. «Gli utenti hanno deficit visivo, uditivo o entrambi insieme: possono essere guidati con la mano, oppure con la voce», spiega la dottoressa Cecilia Maria Vigo, direttrice sanitaria del Centro di Osimo. Le attività motorie proseguono con l’idroterapia nelle due piscine, create all’interno del nuovo Centro nazionale.

La dottoressa Nicoletta Marconi con Luigi nel laboratorio di cesteria.
La dottoressa Nicoletta Marconi con Luigi nel laboratorio di cesteria.

La dottoressa Nicoletta Marconi con Luigi nel laboratorio di cesteria.

Nella cucina didattica alcuni ragazzi e ragazze, seduti intorno a un tavolo, lavorano, con le loro educatrici, per creare con le loro mani dei biscotti. Nel laboratorio di cesteria Luigi, sordocieco, è intento a intrecciare il midollino di rattan per realizzare con pazienza, maestria e grande precisione una cesta. Quando avverte la presenza della dottoressa Nicoletta Marconi, direttrice del Settore adulti, Centro diurno e Servizio territoriale della Lega del Filo d'Oro, Luigi interrompe il lavoro e scherza con lei. La comunicazione fra loro, spiega la dottoressa Marconi, avviene attraverso il linguaggio Malossi, un sistema di comunicazione tattile che si basa sulle lettere dell’alfabeto e trasforma la mano della persona destinataria del messaggio in una sorta di tastiera, per cui ogni lettera viene digitata sulla mano sinistra.

Nel piazzale del Centro un pullmino della Fondazione è pronto per portare un gruppo di ospiti a trascorrere una giornata sulla spiaggia. Le vacanze e i soggiorni al mare o in montagna sono alcune delle attività immancabili, e molto amate, della Lega del Filo d’Oro.

Il nuovo Centro nazionale dell’Ente a Osimo è stato inaugurato a marzo del 2023 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La struttura, costituita da due lotti su una superficie di 56mila mq, è luminosa, perfettamente accessibile, curata nei minimi dettagli, immersa in un ampio spazio verde, progettata secondo criteri antisismici e di piena sostenibilità ambientale, come spiega il presidente della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli.

Il presidente della Lega del Filo d'oro Rossano Bartoli con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione del nuovo Centro nazionale.
Il presidente della Lega del Filo d'oro Rossano Bartoli con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione del nuovo Centro nazionale.

Il presidente della Lega del Filo d'oro Rossano Bartoli con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione del nuovo Centro nazionale.

Il primo lotto, inaugurato nel 2017, comprende il Centro diagnostico, i servizi educativo-riabilitativi e sanitari, i trattamenti intensivi e le attività istituzionali. Il secondo lotto ospita le residenze costituite da 14 appartamenti per quattro utenti ciascuna e le foresterie per i familiari, le piscine e le palestre, l’edificio con la cucina, la mensa e la lavanderia, il museo e il centro didattico.

I servizi educativo-riabilitativi e sanitari rappresentano il cuore delle attività del Centro nazionale: per ogni utente, bambino, ragazzo o adulto, viene delineato un percorso riabilitativo personalizzato, seguito e verificato in un rapporto costante con le famiglie.

Alla Lega del Filo d’Oro ogni utente è una persona, con il suo valore, la sua unicità e la sua dignità, con le sue problematiche complesse ma anche le sue potenzialità residue, che vanno accolte, capite, valorizzate, in un percorso di riabilitazione seguito da un’équipe interdisciplinare che punta al raggiungimento del maggior grado possibile di autonomia da parte della persona. Ogni famiglia viene accompagnata, assistita anche attraverso la consulenza psicologica periodica, mai lasciata sola nelle difficoltà quotidiane, aiutata a orientarsi nella gestione a casa del figlio, a “leggere” le sue forme espressive, a stabilire una relazione comunicativa con chi non può vedere, sentire, parlare.

L'idroterapia in una delle piscine del Centro nazionale.
L'idroterapia in una delle piscine del Centro nazionale.

L'idroterapia in una delle piscine del Centro nazionale.

Per le tantissime famiglie che arrivano al Centro di Osimo da altre città e regioni, l’accoglienza nell’edificio adibito a foresteria è fondamentale per poter stare accanto ai loro figli durante i loro trattamenti di breve o per andare a visitare in modo costante i figli adulti che sono stati accolti nelle residenze per gli ospiti a tempo pieno, risposta concreta della lega del Filo d’oro al “dopo di noi”, quando le famiglie, a un certo punto della vita, non possono più prendersi cura di un figlio con disabilità grave.

Il 27 giugno ricorre la Giornata internazionale della sordocecità. In Italia le persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale sono oltre 360mila, lo 0,7% della popolazione. La recente Conferenza nazionale delle persone sordocieche chiede alla società italiana un cambia di paradigma: guardare alle persone con sordocercità non come destinatari di assistenza ma come cittadini che possono dare un contributo attivo concreto alla società.

“Insieme oltre il buio e il silenzio” è il motto della Fondazione che da oltre 60 anni crea un prezioso filo di unione fra le persone sordocieche e il mondo esterno. In questi decenni la Lega del Filo d’oro è cresciuta, ha progressivamente ampliato i suoi servizi, estendendoli sul territorio nazionale. Oltre al Centro nazionale di Osimo, sono nati i Centri di Lesmo (Monza e Brianza), Modena, Molfetta (Bari), Termini Imerese (Palermo) e una rete di numerose sedi territoriali, per dare continuità di assistenza e riabilitazione, una volta tornati a casa, agli utenti e alle loro famiglie che arrivano al Centro diagnostico di Osimo da altre città e regioni.

Dayana Galassi, volontaria, con Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro.
Dayana Galassi, volontaria, con Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro.
Dayana Galassi, volontaria, con Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Lega del Filo d'Oro.

Nel 2025 la Fondazione ha seguito 1405 persone: il numero più alto mai registrato nella storia dell’Ente. Dieci anni fa erano 806, il 74% in meno. La presenza territoriale si è ampliata a 12 regioni (che presto diventeranno 13). L’Ente conta su più di 470mila donatori attivi a livello nazionale. Negli ultimi dieci anni è cresciuta anche la rete dei volontari, che sono oggi oltre 800. Una risorsa preziosa, insostituibile, per la Lega del Filo d’oro, come testimonia Dayana Galassi, 47 anni, dei quali quasi trenta trascorsi come volontaria, con fasi alterne, senza mai recidere il legame con la Fondazione che per lei ormai è come una grande famiglia. «Ho cominciato a 18 anni, subito dopo il diploma. Facevo la volontaria la domenica in una comunità-alloggio, con persone con disabilità sensoriale. Poi ho cominciato anche con i soggiorni estivi. La Lega del Filo d’Oro mi ha accompagnato nella crescita, l’esperienza del volontariato per me è stata molto utile anche per il mio lavoro di insegnante. I volontari ricevono tanta formazione. Oggi il mio impegno continua, anche se è più saltuario: non potrei mai allontanarmi dalla Fondazione».

«La Lega del Filo d’Oro ha continuato a crescere. Ma siamo consapevoli che il percorso da compiere è ancora lungo», commenta il presidente Bartoli. «Anche nei prossimi anni continueremo a muoverci lungo il cammino tracciato, rafforzando la nostra presenza nei territori, integrando competenze e modelli di intervento e mantenendo al centro i percorsi di vita e le capacità di ogni persona».