“Hamza la Douane”, un soprannome che potrebbe appartenere ad un personaggio del celebre film di Mathieu Kassovitz “La Haine”, ma che in realtà rappresenta la storia di un ragazzino di 14 anni che sta spaccando l’opinione dei francesi. Esattamente come Vinz, Hubert e Said, anche Hamza è figlio del retaggio delle banlieue parigine e avvicinandosi al centro città cerca un modo per tirare su un po' di soldi, ed è il come lo fa che l’ha reso uno degli argomenti più chiacchierati e divisivi della cronaca transalpina.

Vinz, Hubert e Said, i tre protagonisti del film che racconta la realtà delle banlieue parigine degli anni 90

Gironzola intorno al canale Saint-Martin, uno delle zone di maggior aggregazione della città, perfetta per gustarsi un aperitivo a due passi dalla Senna, e si comporta effettivamente come una dogana: se passando non gli consegni una paga di due euro, lui ti spara addosso tutta l’acqua custodita nel serbatoio della sua pistola ad acqua. Con il caldo che sta colpendo il Vecchio Continente, Hamza sostiene di non star facendo niente di sbagliato, anzi di fare un favore alle persone. Il problema è legato al fatto che il 14enne franco- algerino è stato pizzicato più volte ad accanirsi con gli amici su chi non pagava la dogana o buttare nel canale chi non avesse i due euro.

Hamza è diventato in brevissimo tempo una vera e propria star del web, tant’è che intercettato dai microfoni di un’emittente televisiva francese ha dichiarato orgogliosamente di «essere una star». Ha spiegato poi di abitare nel XX arrondissement di Parigi e di farsi il bagno nel canale Saint- Martin fin da piccolo (la balneazione, a dirla tutta, è vietata tranne in casi eccezionali). Alla domanda sulle conseguenze delle sue ragazzate, il 14enne ha ammesso senza troppi problemi di essere già finito in stato di fermo per aver bagnato alcuni poliziotti, e di aver ricevuto due multe nel giro di poche ore — una da 66 euro per essersi tuffato in una zona vietata, l'altra da 11 euro il giorno successivo — pagate entrambe senza fare troppe storie.

Anche la famiglia, a quanto pare, è al corrente di tutto: «Mio padre sa che nuoto nel Canal Saint-Martin fin da quando ero piccolo», ha raccontato Hamza, quasi a sottolineare come per lui si tratti solo della normale routine estiva di un ragazzino di banlieue, più che di un caso da prima pagina.

Questa storia è arrivata subito al dibattito politico, dando sfogo alle opinioni di destra e sinistra. Per la destra francese Hamza rappresenta tutto quello che di sbagliato c’è nel modo in cui i giovani di seconda generazione vivono nella società, rappresentando un esempio lampante di come l’integrazione non abbia raggiunto il risultato sperato. Dall’altra invece, per la sinistra, questa vicenda mette in mostra il razzismo di una parte della società, disposta a perdonare delle bravate adolescenziali solo se sulla Carte Nationale d’Identité c’è scritto Timothée o Archambault.