Mentre Milano si prepara ad accogliere il mondo per i Giochi Invernali 2026, Opera Cardinal Ferrari sceglie di alzare la voce per chi rischia di diventare invisibile proprio quando la città si mette in vetrina. La storica fondazione milanese, che da oltre un secolo accoglie persone senza dimora, lancia un appello chiaro: gli investimenti olimpici non diventino strumento di esclusione per i più fragili.

«Le Olimpiadi rappresentano un momento di grande visibilità internazionale, un'occasione per celebrare lo sport e i valori di solidarietà», spiega Luciano Gualzetti, presidente di Opera Cardinal Ferrari. «Proprio per questo riteniamo fondamentale che un evento di tale portata non lasci indietro le persone più fragili delle nostre città».

L'esperienza di altre metropoli olimpiche insegna che questi grandi eventi possono avere effetti ambivalenti. Se da un lato portano rigenerazione urbana e nuove opportunità, dall'altro rischiano di rendere invisibili chi vive ai margini, allontanato dagli spazi centrali per non "disturbare" il racconto di una città efficiente e vincente.

Milano si prepara alle Olimpiadi

Il vero lascito olimpico

Il numero delle persone senza dimora a Milano è in crescita, il loro disagio spesso frutto di una somma di fragilità: povertà economica, solitudine, problemi di salute, percorsi migratori complessi, perdita del lavoro e della casa. In questo contesto, Milano Cortina 2026 rappresenta una prova di maturità per il capoluogo lombardo.

«Gli investimenti, le trasformazioni urbane e le politiche di decoro non possono tradursi in esclusione o allontanamenti forzati», ammonisce Gualzetti. «Chiediamo che le Olimpiadi siano anche un'opportunità concreta per rafforzare le politiche sociali di inclusione. Il vero successo non si misura solo nelle medaglie o nelle infrastrutture, ma nella capacità di lasciare un'eredità positiva per tutta la comunità, a partire da chi vive ai margini."

Lo spirito olimpico parla di dignità, rispetto, uguaglianza e pace. Valori che, sottolinea Opera Cardinal Ferrari, devono valere per tutti, nessuno escluso. La tregua olimpica stessa, sostenuta da una risoluzione ONU, invita i Paesi a sospendere le ostilità durante i Giochi, riaffermando lo sport come linguaggio universale di pace e cooperazione.

Luciano Gualzetti, presidente Opera Cardinal Ferrari

Le Carissimiadi: Olimpiadi per tutti

Accanto alla riflessione pubblica, Opera Cardinal Ferrari ha scelto di vivere le Olimpiadi in modo attivo, organizzando le "Carissimiadi", una serie di iniziative dedicate ai "Carissimi" - così vengono chiamate le persone accolte dalla Fondazione.

Il 4 febbraio, dalle 14 alle 16.30, è in programma un pomeriggio speciale di giochi e attività sportive. I partecipanti, divisi in squadre Bianchi e Blu, si sfideranno in giochi inclusivi pensati per favorire il divertimento e lo spirito di squadra. Tutti riceveranno medaglie simboliche realizzate con materiali di scarto, a sottolineare il valore del riuso e del riconoscimento di ogni persona, indipendentemente dal risultato.

Durante i giorni dei Giochi, il Salone Nobile di Opera Cardinal Ferrari diventerà uno spazio di condivisione dove seguire insieme le competizioni olimpiche, trasformando la visione delle gare in un momento collettivo di incontro e dialogo. Le iniziative sono realizzate in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e la Federazione Oratori Milanesi.

La fondazione vive grazie al lavoro di oltre 200 volontari e al sostegno di donazioni private, che rappresentano quasi il 100% delle entrate. «Per noi parlare di lascito olimpico significa interrogarci su cosa resterà per chi oggi vive per strada», conclude Gualzetti. «Più servizi, più accoglienza, più percorsi di reinserimento. Le risorse non si esauriscano nei giorni dei Giochi, ma contribuiscano a rafforzare politiche strutturali di contrasto alla grave emarginazione».