Le persone sembrerebbero essersi stufate delle app di incontri, o quantomeno di come funzionano. I numeri messi a nudo dal Global Dating Insights raccontano una realtà chiara: gli utenti che fruiscono delle piattaforme di dating più popolari stanno diminuendo, facendo registrare nel Regno Unito una perdita del 16% nel periodo tra il 2023 e il 2024.

Ma cosa sta portando a questo cambiamento? Molto spesso sono i più giovani – Gen Z e Millennials- a non gradire le funzionalità delle piattaforme. Continuo swapping tra foto di persone a cui assegnare un cuore (sotto formati di emoji) e lunghe chat con sconosciuti sono solo alcuni dei motivi che conducono alla “dating fatique”. I ragazzi sono infatti esausti sia a livello emotivo che mentale dalle dinamiche di queste applicazioni.

Per rispondere a questa esigenza i giovani inglesi hanno pensato ad un nuovo – ma che in realtà è il più antico - metodo: conoscersi dal vivo. Il titolo dell’evento, organizzato a Londra e andato subito sold out, è “Date my Mate” (esci con il mio amico) e l’idea da cui è nato è tanto semplice quanto geniale.

A participant shows a presentation during \\\"Date My Mate\\\", a live dating night where friends pitch their single friends, in north London, Britain, March 25, 2026. REUTERS/Isabel Infantes
A participant shows a presentation during \\\"Date My Mate\\\", a live dating night where friends pitch their single friends, in north London, Britain, March 25, 2026. REUTERS/Isabel Infantes
Giovani inglesi durante un evento per conoscersi. (REUTERS)

Un amico/a realizza una presentazione Power Point in cui descrive il candidato single e la sottopone alla platea presente. Ovviamente questa presentazione deve essere sincera, ma anche divertente. Oltre alla descrizione di chi è e cosa fa nella vita la fedele spalla deve condire il tutto con aneddoti, storie buffe e foto particolari, magari anche imbarazzanti, ma che restituiscono un senso di genuinità che si è perso nello scorrimento compulsivo nelle fredde app di dating.

Società e valori

Il tramonto del matrimonio tradizionale

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Anche in Italia esistono serate che ricalcano il modello inglese. Per entrare a fondo nelle dinamiche che si vengono a creare abbiamo contatto i ragazzi di Pitcha l’Amico (presenta l’amico), organizzatori di eventi per single e per i loro amici dal power point facile, che ci hanno spiegato in cosa consiste.

Il format del pitch dating è un fenomeno globale che ha spopolato a Londra. Cosa vi ha convinto che Milano fosse pronta e qual è il tocco milanese che avete aggiunto?

«Milano è una città che sperimenta molto e che ha una grande capacità di accogliere format nuovi, soprattutto quando mettono insieme socialità e creatività. Non è un caso che ultimamente siamo “bombardati” di social events che ruotano intorno al concetto di “fare nuove amicizie” divertendosi. Pitcha L’Amico in questo contesto ha trovato terreno fertile perché risponde a una necessità molto contemporanea: conoscersi in modo diretto ma giocoso, tornando a una dimensione più umana e comunitaria.

Il “tocco milanese” che abbiamo aggiunto è questo equilibrio tra ironia e concretezza: un format rapido, dinamico, ma sempre rispettoso delle persone e delle loro storie. Anche se non ci consideriamo troppo “Milano centrici”, per sua natura il format è adattabile ovunque perché lo “personalizzano” i partecipanti del luogo con i propri riferimenti, le storie e i linguaggi».

Qual è l'anatomia del pitch (presentazione) perfetto? Avete dei limiti rigidi di tempo o di numero di slide per evitare che una presentazione vada troppo per le lunghe e per mantenere il ritmo alto?

«Il pitch perfetto è quello che racconta una persona con autenticità ma soprattutto affetto. Di solito diamo limiti molto chiari di tempo proprio per mantenere ritmo e leggerezza: pochi minuti a presentazione, e spesso anche una struttura semplice, con un focus su cosa rende unica quella persona. Consigliamo di essere più ironici possibili ma a dire il vero questo aspetto è venuto da solo senza troppe indicazioni. Alcuni hanno definito Pitcha L’Amico come un format a metà tra una stand up comedy e un dating show proprio per questo motivo: ci interessano l’ironia, il rispetto e ci piace molto notare quanto anche l’amicizia sia molto importante in questi contesti. Un amico che sale su un palco, fa una presentazione e spiega ad un pubblico di quanto il suo amico single sia speciale è una rarità ed è giusto celebrarla».

Come aiutate i partecipanti a gestire l’imbarazzo e a trasformarlo in un punto di forza della presentazione?

«L’imbarazzo a volte è quasi inevitabile ed è anche parte del gioco. La nostra risposta è la normalizzazione: ridiamo insieme di un momento potenzialmente imbarazzante e creiamo così empatia. Abbiamo due presentatori sul palco che hanno anche questo compito e sono sempre stati bravissimi nel gestire questo aspetto. Ai partecipanti diciamo sempre di divertirsi e questo cambia completamente il tono: l’imbarazzo diventa leggerezza e spesso anche un punto di connessione tra le persone. Una menzione speciale su questo aspetto va fatta per il pubblico che è molto accogliente ed è presente sia perché spinto dalla curiosità sia per vivere un momento leggero e divertente. Non si sono mai verificati momenti veramente imbarazzanti di silenzio dopo una battuta, ad esempio».

Chi sono i più agguerriti durante le serate? Sono più gli amici che non vedono l'ora di piazzare il single del gruppo o sono i single stessi che spingono gli amici a presentarli?

«In realtà entrambi i gruppi sono molto coinvolti, ma con energie diverse. Gli amici sono spesso i più creativi e ironici, perché conoscono bene la persona e vogliono “fare bella figura” per lei/lui. I single invece vivono il tutto con curiosità e un pizzico di autoironia, anche se all’inizio possono essere un po’ più timidi. Il bello è proprio questo gioco di squadra».

Avete già delle storie di successo? Qualche coppia nata ufficialmente dopo un pitch o magari delle grandi amicizie nate tra i vari presentatori?

«Sì, nel tempo sono nate diverse connessioni interessanti, alcune sfociate in frequentazioni e altre in amicizie solide. Non sempre l’obiettivo è “trovare l’amore immediato”, ma creare occasioni reali di incontro. E spesso è proprio da lì che nascono le cose più naturali e durature».

Cosa consigliereste a chi vorrebbe partecipare ma è frenato dalla timidezza?

«Il consiglio principale è non prendersi troppo sul serio. Non serve essere perfetti: basta essere autentici. Il format è pensato proprio per supportare chi è timido, perché non si è mai veramente da soli. Il team di Pitcha L’Amico è presente a ogni evento, è visibile e ben riconoscibile anche per questo motivo, cerchiamo di conoscere tutti i nostri partecipanti e tenere sempre viva una community che sta prendendo sempre più forma».

La loro prossima serata si svolgerà domenica 12 aprile, presso l’ostello-bar QUO, in zona Porta Romana. Per rimanere aggiornati su date e appuntamenti, potete seguire la loro pagina instagram o consultare il loro sito https://www.pitchalamico.com/