Dopo trent’anni dall’uscita del primo numero, Scarp de’ tenis festeggia il numero 300 con un’edizione speciale, a cura di un giornalista che ha prestato tutta la sua conoscenza alla testata: Michele Serra. Martedì 28 aprile, Milano è diventata teatro di un incontro per celebrare la straordinaria storia di giornalismo sociale nato dall’intuizione visionaria della Caritas Ambrosiana. Stefano Lampertico, redattore ordinario, ha aperto l'incontro sottolineando come la rivista sia molto più di un giornale: è uno strumento di reddito e dignità per chi vive ai margini, offrendo a chi è senza dimora la possibilità di recuperare i propri diritti di cittadinanza attraverso il lavoro.

Grande protagonista dell’evento è stato Michele Serra, il quale ha fin da subito messo in chiaro un concetto importantissimo: i prodotti destinati o dedicati agli ultimi non possono essere esteticamente trascurati. Nelle sue parole viene citata questa lezione, fatta da Gino Strada, «c’è sempre il pregiudizio che le cose fatte per gli ultimi non abbiano bisogno di essere belle o curate. Invece Scarp è un giornale fatto bene, fatto con giornalismo, con il piacere di scrivere bene e di occuparsi di argomenti importanti».

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Michele Serra ANSA/GIUSEPPE LAMI (ANSA)

Per questo numero speciale, la redazione ha individuato tre parole chiave che sintetizzano le grandi sfide irrisolte degli ultimi trent’anni: casa, diritti e pace. Temi che, secondo Lampertico, restano "bisogni inespressi" che il giornale si ostina a raccontare per contrastare la narrazione del mainstream, dove gli ultimi appaiono solo come numeri di una tragica contabilità o protagonisti di fatti delittuosi.

L'incontro ha messo in luce come il cuore pulsante del progetto restino i venditori. La loro presenza nelle centinaia di parrocchie che ogni domenica ospitano la rivista non è solo un atto commerciale, ma un’occasione di incontro e "accountability": il lettore non si limita a un’offerta caritatevole, ma si lascia interrogare dalle storie scritte, riconoscendo la dignità di chi ha di fronte.

In un’epoca di informazione frammentata e focalizzata esclusivamente sulla partita a scacchi del potere, Michele Serra ha ribadito la necessità di tornare a consumare le suole delle scarpe per incontrare la realtà. Il valore di Scarp de’ tenis risiede proprio in questa supplenza sociale e culturale, capace di dare voce a chi non l'ha mai avuta e di dimostrare, come scritto dallo stesso Serra, che un giornale è davvero «ricco solo quando parla del povero» con la massima cura e professionalità.