Quando parlo di amicizia tra donne, mi piace pensare a un filo di seta: apparentemente sottile, ma incredibilmente resistente. Nel mio lavoro incontro spesso donne che cercano di decifrare questo legame, che ritengo sia molto importante valorizzare ma che spesso diamo per scontato o sottovalutiamo». Lo sottolinea la dottoressa Barbara Calcinai, 47 anni, psicologa psicoterapeuta toscana, oltre che mediatrice familiare, spiegando nel dettaglio come nasce, si costruisce e si custodisce questa relazione al femminile.

Quali sono le principali caratteristiche psico-affettive dell’amicizia fra donne?

«Non nasce mai davvero “per caso”, ma si sviluppa da un’alchimia psico-affettiva che definisco spesso come un’intesa “a pelle”, una sensazione indefinibile di vicinanza, calore e complicità, quel riconoscersi reciproco e immediato come inizio di una condivisione che va oltre il semplice divertimento. Noi donne non cerchiamo solo qualcuno con cui uscire, ma qualcuno a cui affidare segreti e riflessioni, dubbi e perplessità. Quello tra due amiche è un legame che si nutre di dedizione e fiducia incondizionata, una forma di intimità che ci permette di essere noi stesse senza maschere o infingimenti. Essere amiche si declina in molti modi diversi: dalla risata complice allo sguardo d’intesa, dalla consolazione per i piccoli e grandi smacchi dell’esistenza all’abbraccio quando più ne abbiamo bisogno. L’amica è solidale nelle difficoltà, ma è anche colei che gioisce con te dei tuoi successi: ti è accanto nelle tappe più importanti della tua vita e ti sostiene. È il pilastro esterno alla famiglia su cui poter contare sempre con fiducia. L’amica è la sorella d’elezione, a cui ci legano i nostri più importanti episodi autobiografici, ma anche gli interessi, le passioni e i valori».

Quali i vantaggi in ambito psicologico di queste amicizie? E i risvolti positivi sulle altre relazioni significative?

«Psicologicamente, avere una rete amicale solida è una delle migliori medicine per il nostro benessere, inteso in senso olistico, quindi, in senso psicofisico ed emotivo. Le amiche sono il nostro supporto incondizionato nei momenti di tempesta, quando tutto sembra precipitare e abbiamo bisogno di un’ancora. Ma questo legame ha risvolti positivi anche su tutte le altre nostre relazioni. Quando abbiamo una buona amica con cui confrontarci, e, soprattutto, confidarci, diventiamo più serene anche in famiglia o con il nostro partner, perché abbiamo la possibilità di sfogare i nostri pensieri negativi ed elaborare le nostre ansie con qualcuno che è lì proprio per noi, che non ci giudica ma ci accoglie. L’amica è, dunque, quel “porto sicuro” che ci permette di ricaricarci di energia positiva e sicurezza per essere in grado tornare ad affrontare il mondo più forti. È una vera e propria alleata su cui poter contare sempre per avere il sostegno, quel nutrimento affettivo di cui abbiamo bisogno, soprattutto in alcuni momenti particolarmente delicati della nostra vita».

Quali invece le criticità che possono verificarsi? Cosa fare per recuperare un rapporto di amicizia femminile in crisi?

«Molte donne temono il conflitto, soprattutto con le altre donne, perché è destabilizzante, richiede molta energia mentale e una buona dose di assertività, ma io dico sempre: una sana litigata è sempre meglio del far finta di nulla. Del resto, fingere che sia tutto a posto quando non lo è può soltanto aumentare i dissapori, le incomprensioni, i rancori e l’insofferenza. Poiché investiamo molto nei nostri rapporti amicali, quando la fiducia si spezza il dolore è acuto, profondo e spesso insopportabile, incontenibile. Ma i rapporti femminili sembrano più “litigiosi” di quelli tra amici di sesso maschile perché noi donne, alla lunga, preferiamo mettere le cose in chiaro, parlare, spiegare, cercare di capire. Per recuperare un’amicizia in crisi, però, bisogna avere il coraggio della propria vulnerabilità, sedersi a un tavolo e dirsi la verità così come la sentiamo, senza girarci intorno. Solo con l’onestà del pensiero un legame così importante può davvero evolvere e diventare ancora più solido, trovare un nuovo equilibrio, rifondarsi su una rinnovata fiducia. I motivi del conflitto possono anche essere banali o superficiali, ma è sempre bene non nasconderli sotto il tappeto: bisogna avere il coraggio di aprirsi e chiarire, cercando di ascoltare con empatia anche le ragioni dell’altra».

Amica del cuore: pregi e difetti nell’avere questo rapporto privilegiato?

«L’amica del cuore è nostra sorella d’elezione, la confidente dei nostri innamoramenti e delle cose che temiamo, la persona con cui abbiamo riso e pianto, la testimone delle nostre trasgressioni e dei nostri errori ma anche dei nostri trionfi. L’amicizia intima ha due aspetti che sono due facce della stessa medaglia: se offre un legame di altissimo valore affettivo, una complicità oserei dire perfetta, d’altro canto spesso può nascondere delle insidie, per esempio l’invidia o forti sentimenti di gelosia ed esclusività. Avere un’amica del cuore è un dono prezioso, proprio perché si tratta di un rapporto privilegiato, ma bisogna fare molta attenzione – specialmente durante l’adolescenza – affinché non diventi un rapporto di simbiosi assoluta in cui non c’è posto per un terzo e neppure per la nostra individualità. I legami non devono mai trasformarsi in vincoli assoluti e soffocanti, ma essere flessibili e permettere all’individuo di crescere, sperimentarsi anche in autonomia; perciò un buon rapporto amicale è quello che prevede spazi esterni al legame e momenti non condivisi».

Quali sono le eventuali differenze dell’amicizia femminile nelle diverse stagioni della vita?

«Le fasi della vita che si susseguono cambiano anche il nostro modo di stare insieme agli altri e, dunque, anche il modo di “essere amiche”. Se da ragazzine eravamo inseparabili in ogni minuto della giornata, da grandi la vita ci chiede ritmi diversi, pertanto ci saranno meno occasioni per stare insieme. Tuttavia la qualità del rapporto – se fondato su affetto, stima e fiducia reciproci – non cambia: la dedizione all’amica e il supporto rimangono inalterati. Anche se ci sentiamo o ci frequentiamo con minor assiduità a causa degli impegni di lavoro o della famiglia, sappiamo di poter contare sempre l’una sull’altra. È questa la bellezza di un’amicizia che sa adattarsi, diventando una radice profonda che non teme la distanza dello spazio ma neanche quella del tempo. Nei momenti che contano davvero l’amica c’è, è presente, dà sostegno».

Può esistere un’amicizia autentica tra donne che hanno una vita diversa (mamme, senza figli, single, vedove ecc.)?

«Spesso mi viene chiesto, sia dalle mie pazienti sia dai follower della mia pagina Facebook: “Può un’amicizia durare se io ho figli e la mia amica non li ha?”. La mia risposta è un sì convinto. L’autenticità di un rapporto, infatti, non sta nel fare le stesse cose, ma nel saper accogliere il mondo dell’altra con cura, affetto e dedizione. Una vita diversa è una ricchezza per il rapporto amicale, non un fattore di criticità: un punto di vista diverso sulla nostra vita, franco e spassionato, ci aiuta a non serrarci nei nostri schemi, ad accogliere la novità, la differenza; ci permette di guardare alle cose e agli eventi con uno sguardo nuovo, che in certi momenti può anche essere necessario. L’empatia per svilupparsi non ha bisogno di vite identiche, ma di cuori e menti aperti alla differenza. Le affinità vanno oltre lo stile di vita che conduciamo, se siamo sposate o single, se siamo madri o no: hanno a che fare con ciò che sentiamo, con il nostro mondo emotivo».

Come si crea un gruppo di amiche e quali sono le dinamiche?

«C’è un pregiudizio comune da sfatare: che le donne amino stare solo a coppie. In realtà, noi donne creiamo gruppi basati sulla profondità dei nostri sentimenti. Spesso preferiamo rapporti selettivi perché cerchiamo un confronto vero, non superficiale e può essere più semplice, all’apparenza, intrecciare un rapporto profondo con una sola persona alla volta. Tuttavia riuscire a creare un gruppo di amiche con cui sentirsi a proprio agio e potersi confidare significa costruire una rete di protezione in cui ogni donna che ne fa parte si sente sostenuta, accolta per ciò che è e, soprattutto, apprezzata. Non è una questione di numero, ma di quanto spazio emotivo siamo disposte a darci l’un l’altra. Certo, mantenere legami profondi è “faticoso”, nel senso che consuma energie mentali ed emotive, ma tutte le cose belle e che valgono davvero la pena necessitano di attenzione, motivazione e cura. Non esistono rapporti scontati in cui non è necessario impegnarsi: l’amicizia non fa differenza».

È possibile creare amicizie sincere sul luogo di lavoro, tra colleghe, o è meglio rispettare i confini professionali, non mescolare i piani?

«Una tematica delicata. Credo che rispettare i confini professionali sia saggio e, spesso, opportuno, ma ciò non deve impedirci di creare legami sinceri e basati sulla fiducia reciproca. Una collega-amica può essere il supporto più grande durante una giornata difficile in ufficio: una risorsa davvero preziosa, a livello personale e lavorativo. Essere in grande sintonia con una collega, infatti, migliora anche le prestazioni lavorative. L’importante è la chiarezza: bisogna sempre saper distinguere quando siamo “professioniste” e quando siamo “amiche”, proteggendo la sincerità del rapporto dalle dinamiche di carriera se vogliamo che sia sereno e nutritivo per entrambe».

Cosa dice riguardo al pregiudizio sulle donne “nemiche” e competitive che non sanno essere amiche fra loro e si fanno la guerra? Ha un fondo di verità e perché?

«L’idea che le donne si facciano la guerra è spesso un altro pregiudizio di genere. Certo, esistono rivalità e gelosie tra donne, ma certamente non sono la regola! Spesso questa visione ristretta nasce dal fatto che noi donne siamo più portate al confronto aperto. Non siamo “nemiche”, ma soltanto persone che tengono così tanto ai loro legami sociali da non voler restare in silenzio quando qualcosa proprio non va. La solidarietà femminile è molto più potente di qualsiasi piccola invidia. In ogni caso i “non detti”, in amicizia proprio come in amore, non possono che portare a un ingigantirsi del dissidio che può trasformarsi in ostilità. Pertanto ben venga il confronto anche acceso, purché rispettoso, tra donne».

Cosa dicono le ricerche che affrontano questo tema?

«I dati delle ricerche scientifiche confermano che noi donne siamo più selettive degli uomini nelle amicizie perché cerchiamo maggiormente l’intimità, quindi una vicinanza emotiva. Mentre gli uomini spesso condividono hobby o sport, noi condividiamo i pensieri più profondi, ideali e valori. Questo rende i nostri legami meno numerosi, forse, ma infinitamente più ricchi e affettivamente nutrienti. La complessità dei nostri rapporti è il segno della loro straordinaria ricchezza, che spesso è quasi impossibile racchiudere nelle parole. Sperimentare un’amicizia femminile intima è davvero un privilegio, un dono di cui prendersi cura con costanza e dedizione, che può offrirci immensi benefici in termini di salute e benessere. L’amicizia ha il potere di sconfiggere la solitudine a tutte le età, pertanto dovremmo sempre incoraggiare i bambini a ricercare legami d’elezione».