Oggi a Milano si è concluso Il Grand Tour del Libro del Risparmio, un viaggio all’insegna della solidarietà e della lotta agli sprechi, promosso da Fondazione Barilla. Dopo aver fatto tappa in 9 piazze distribuite su tutto il territorio italiano, oggi il cerchio si è chiuso con l’arrivo del progetto in Piazza Cordusio, a due passi dal Duomo. Qui è stata posizionata un’installazione - in pieno stile salone del mobile, appena conclusosi- che è il cuore del progetto. Pensata e realizzata dagli artisti Virgilio Villoresi e Marco Seresini, l’opera ha uno scopo ben preciso: catturare l’attenzione di chi ci passa davanti, per regalare allo spettatore un momento di riflessione su una tematica importantissima, lo spreco alimentare.

Alla presentazione era presente anche Maria Chiara Gadda, Vice Presidente commissione Agricoltura Camera dei Deputati e promotrice della Legge 166/2016. Questa legge si è rivelata un vero e proprio turning point nell’ambito della lotta agli sprechi. Da quando è entrata in vigore infatti ha ridotto gli sprechi di tutta quanta la filiera produttiva, le aziende che donano il cibo in eccedenza beneficiano di sgravi fiscali sulla TARI (tassa sui rifiuti) e sono esentate da tutti quegli oneri burocratici che in passato scoraggiavano il recupero.

Al fianco dell’installazione, che rimarrà in Piazza Cordusio fino al 6 maggio, è presente un qr-code, che riconduce direttamente al Libro del Risparmio, scaricabile gratuitamente da tutti. Perché bisognerebbe leggerlo? Beh, perché è pieno di consigli utilissimi -addirittura 120- su come ridurre gli sprechi alimentari e su come risparmiare -si, le due cose vanno di pari passo- fino a 500 euro l’anno a famiglia. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’approvazione della legge 166/2016 e senza le persone che animano ogni giorno la rete della solidarietà, trasformando un principio giuridico in un aiuto concreto per chi ha più bisogno. Come raccontato proprio da Maria Chiara Gadda, «Le leggi non camminano sulle gambe di chi le scrive, ma di chi le concretizza ogni giorno. In questi anni, ogni territorio ha dato un'identità precisa alla legge 166: a Bolzano e in Basilicata, ad esempio, producono birra recuperando il pane speziato invenduto dai piccoli commercianti. Siamo stati il primo caso al mondo di recupero alimentare dalle navi da crociera e riusciamo a recuperare eccedenze dai grandi eventi sportivi, come gli Internazionali di Tennis o il Sei Nazioni di Rugby».

Il qr-code che conduce al download del libro del Risparmio

Negli ultimi 10 anni, Fondazione Barilla ha accompagnato, passo dopo passo, questa rivoluzione, che ha portato cambiamenti significati specialmente nella sensibilità delle persone, come sottolinea Nicola Corradi, rappresentante di Fondazione Barilla, «la consapevolezza sui temi dello spreco alimentare è aumentata in modo significativo. Lo dimostrano i numeri raggiunti con questo tour: la tappa di Milano è l'ultima di un percorso che ha attraversato dieci città italiane, incrociando lo sguardo e attirando l'attenzione di oltre due milioni e mezzo di persone. La nostra installazione è stata uno strumento che ci ha permesso di focalizzare l'attenzione pubblica, anche solo per qualche minuto, sui gesti quotidiani che compiamo in casa, in cucina e fuori casa».

Marco Seresini, Maria Chiara Gadda e Nicola Corradi

Nonostante i grandi risultati ottenuti, non sempre le persone sono disposte a modificare le proprie abitudini alimentari, sia per mancanza di conoscenza dell’argomento sia perché riluttanti al cambiamento. Ma a chiunque dia una possibilità al Libro del Risparmio, cambia la prospettiva riguardo al cibo, come evidenziato da Gadda: «Il primo passo è smettere di considerare il cibo una semplice merce e restituirgli il suo valore: ciò a cui diamo valore viene sprecato meno volentieri. Poi serve informazione: troppe persone ancora confondono la data di scadenza con il termine minimo di conservazione (TMC). La legge 166 permette di recuperare prodotti 'da dispensa' (come uova di Pasqua o panettoni) che hanno una vita lunga, e anche in casa spesso buttiamo ciò che è ancora ottimo. Dobbiamo anche superare la vergogna di chiedere la doggy bag al ristorante: le politiche antispreco sono 'pop', convengono al portafoglio e fanno bene alla società».

Il manuale è già stato richiesto da oltre 1,6 milioni persone, numeri che, come afferma Corradi, «ci dicono quanto il tema sia sentito in Italia. Non è solo una questione etica: come suggerisce l'installazione, lo spreco alimentare è anche uno spreco economico. Non si smette di sprecare solo perché è una 'buona azione', ma perché seguendo questi consigli una famiglia può arrivare a risparmiare oltre 500 euro l'anno».

Da chi può arrivare la svolta definitiva? Secondo l’Onorevole Gadda sono i più giovani a poter, e dover, fare la differenza, «usano le app, seguono influencer che comunicano il recupero in modo positivo e sanno che la sfida globale passa per il frigorifero di casa».

La strada per un mondo più sostenibile e senza sprechi è tracciata, sta a tutti noi ora seguirla.