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Una scena del documentario 2000 metri ad Andriivka.
Un racconto intenso della guerra su vasta scala in Ucraina, narrato attraverso gli occhi di un plotone ucraino. È il documentario 2000 metri ad Andriivka, seconda opera cinematografica del team vincitore del Premio Oscar per il miglior documentario con 20 Days in Mariupol, diretto da Mstyslav Chernov. Pluripremiato regista ucraino, corrispondente di guerra per l'Associated Press e romanziere, Chernov insieme alla produttrice e montatrice Michelle Mizner e alla produttrice Raney Aronson-Rath è tornato a raccontare l'invasione russa dell'Ucraina, spostando stavolta lo sguardo dal dramma dei civili alla vita – e alla morte – dei soldati in prima linea al fronte.
Nel 2023 Chernov e il collega dell'Associated Press, Alex Babenko, hanno seguito un plotone ucraino incaricato di liberare il villaggio di Andriivka, nella regione di Donetsk, occupato dai russi. Per farlo, il plotone ha dovuto percorrere 2.000 metri di foresta: un labirinto di trincee, mine e fortificazioni nemiche. 2000 metri ad Andriivka è una testimonianza storica e un documento fondamentale per comprendere la dinamica della guerra in Ucraina e la resilienza umana in condizioni estreme.
Giovedì 5 febbraio il documentario è stato proiettato a Milano in occasione di un evento organizzato da Fondazione Cesvi, che dal 2022 lavora al fianco della popolazione ucraina. «Siamo presenti sia a Kharkiv che nel Donetsk, anche se ora la situazione è molto critica. Lavoriamo nella zona sud di Kharkiv, l'ultima a essere raggiunta dai treni, dove l’afflusso di sfollati è costante. I nostri operatori, protetti dalle reti anti-drone, portano supporto psicosociale in un contesto segnato da bombardamenti, freddo estremo e mancanza di servizi essenziali. L’Ucraina è uno dei paesi più minati al mondo e la sensibilizzazione sulle mine inesplose è fondamentale per la sicurezza della popolazione», ha raccontato nel panel che ha preceduto la proiezione Marzia Lazzari, area manager di Cesvi.
La Fondazione di è occupata di aiuto umanitario di emergenza, interventi di protezione dell’infanzia e delle categorie vulnerabili; inoltre di ricostruzione e riabilitazione di edifici scolastici e di costruzione di rifugi antiaerei; ha supportato il sistema sanitario fornendo medicinali, attrezzature mediche e autoambulanze, e dislocando cliniche mobili nelle zone del fronte. Oggi è impegnata in particolare negli Oblast di Kharkiv e Donetsk con il sostegno psicologico alla popolazione e con la formazione per ridurre il rischio di incidenti legati a mine e ordigni inesplosi, attraverso sessioni di sensibilizzazione rivolte alle comunità locali, con particolare attenzione a sfollati, rimpatriati e personale sanitario. Per informazioni visitare il sito di Fondazione Cesvi.




