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Risultati di ricerca per tag: "genocidio" Trovati 24 contenuti

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Dall'Holodomor al Donbass, fra Kiev e Mosca una lunga storia di conflitto

20 febbraio 2022

A ricordare lo sterminio per carestia del 1932 e 1933, a causa delle politiche di Stalin, è Nataliya Fedorovych, ex viceministra per le Politiche sociali e oggi nella segreteria del Commissario per i diritti umani del Parlamento. E poi la guerra del 2014, questione irrisolta fino a oggi. "L'Ucraina è un giocattolo nella mani delle grandi potenze"

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I giorni della memoria

27 gennaio 2022

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente al mondo l'orrore del genocidio nazifascista; in occasione del Giorno della Memoria, History Channel (canale 411 di Sky) dedica quattro serate speciali alla tragedia che ha segnato per sempre la nostra storia. Si comincia Giovedì 27 gennaio alle 21.00 con 24 ore ad Auschwitz, il racconto di una giornata tipo nella "fabbrica della morte" basato su un documento conservato nel Centro israeliano per la memoria dell'Olocausto Yad Vashem, l'“Album di Auschwitz”; una raccolta di 200 fotografie scattate dal fotografo ufficiale del campo, il sergente Bernhard Walter, alla fine del maggio 1944, per catturare la routine degli omicidi di massa nel cosiddetto campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Venerdì 28 Gennaio alle 21.00 sarà la volta di Sindrome K - Il virus che salvò gli ebrei. Il film racconta un episodio di luce nella tragica vicenda degli ebrei romani dopo il rastrellamento del ghetto nel ’43; tre medici dell’Ospedale Fatebenefratelli sull’IsolaTiberina con scartoffie e sintomi falsi convinsero i generali nazisti alle porte dell'ospedale che gli ebrei ricoverati erano stati infettati da una malattia mortale e altamente contagiosa che i medici chiamavano Sindrome K, salvando così la vita a molte famiglie destinate alla deportazione e alla morte.

Da Giovedì 27 a Sabato 29 Gennaio alle 21.50 Gli schiavi di Hitler, la prima serie di documentari dedicata al lavoro forzato, esamina il sistema che ha coinvolto 13 milioni di lavoratori, organizzato dal regime. In un primo momento utilizzato per umiliare gli oppositori politici dei nazisti, i prigionieri ordinari e i cosiddetti "asociali" (compresi ebrei, sinti e rom), nel tempo, il lavoro forzato ha sostenuto l'economia di guerra, dispiegato su scala gigantesca, anche dall'industria privata. Dopo la guerra, il destino dei lavoratori forzati fu negato e nascosto e la compensazione è rimasta in gran parte simbolica o non è stata riconosciuta. La programmazione si chiude con “Diario di un nazista buono Domenica 30 Gennaio alle 21.50.

Questo film racconta la storia di Wilm Hosenfeld, un ufficiale nazista che, dopo essere stato testimone oculare del percorso dei crimini di Hitler, ha deciso di opporsi a modo suo, salvando le vittime dell'oppressione nazista ogni volta che se ne presentava l'opportunità, a rischio della propria vita. Una sessantina di persone sono sopravvissute alla guerra grazie a Wilm Hosenfeld, ma è stato solo di recente che il memoriale israeliano dell'Olocausto Yad Vashem lo ha riconosciuto come un "Giusto tra le nazioni", e anche allora, solo per aver salvato Wladyslaw Szpilman, la cui storia è stata raccontata nel film Il pianista di Roman Polanski. Catturato dai sovietici negli ultimi giorni della guerra, Hosenfeld subì brutali torture e morì in un campo di prigionia di Stalingrado nel 1952. La sua voce sopravvive in un agghiacciante diario personale che mantenne per tutta la guerra e nelle lettere che ha scritto alla moglie, che offrono un resoconto del suo crescente disgusto per il regime nazista.

Per informazioni: MNcomm: Marilena D’Asdia marilena.dasdia@mncomm.it – 3423186664

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Giornata della memoria, parla l'ambasciatore Raphael Schutz

27 gennaio 2022

In occasione della Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto abbiamo raccolto una dichiarazione di Raphael Schutz, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede: «La memoria ci insegna questo, che far parte delle cosiddette culture avanzate non ci rendono immuni da atrocità terribili»

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Giustizia per il massacro di Srebrenica: ergastolo definitivo per Ratko Mladic

09 giugno 2021

Il Tribunale penale internazionale per l'ex Yugoslavia ha confermato la condanna per l'ex capo delle milizie serbe e criminale di guerra per le accuse di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. "Le idee su cui poggiavano le atrocità commesse", ha ammonito Dunja Mijatovic, commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, "sono ancora molto presenti e sono sfruttate dai nazionalisti che vogliono che il futuro della regione sia caratterizzato dalle divisioni etniche"    

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È scomparso Pierantonio Costa, Giusto del Ruanda

10 gennaio 2021

Salvò duemila persone, all’epoca del genocidio nel piccolo Paese africano. Lo Schindler d’Africa è mancato il 1° gennaio scorso. Per dieci anni mantenne segreto il suo impegno per portare al sicuro tante persone, fra cui soprattutto bambini, durante la feroce “caccia all’uomo” del 1994

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Antonia Arslan: "Ma Erdogan persiste in un negazionismo feroce"

30 ottobre 2019

Gli Stati Uniti hanno approvato la risoluzione che riconosce il genocidio, dando uno schiaffo alla Turchia. Un passo importantissimo, atteso da tempo, per la famosa scrittrice di origine armena, che afferma: "Presto arriva in Italia il libro di un grande storico turco sullo sterminio".

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Rohingya, l'Onu denuncia il genocidio e attacca Aung San Suu Kyi

31 agosto 2018

A un anno dall'inizio dell'esodo verso il Bangladesh della minoranza musulmana perseguitata in Myamnar, l'Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani uscente Zeid Ra'ad al Hussein afferma che la leader birmana avrebbe dovuto dimettersi di fronte alle violenze compiute dai militari (foto Reuters).

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«Siate costruttori di pace, non notai del rancore»

25 giugno 2016

Bergoglio auspica il dialogo tra turchi e armeni. Nella preghiera per la pace, per gli armeni della Chiesa apostolica, culmine della visita in Armenia, Francesco ricorda che l'unità non viene da uno sforzo della volontà, ma dalla preghiera. Il Papa parla delle conseguenze tragiche delle guerre, delle popolazioni costrette a lasciare tutto e spinge i giovani a costruire il futuro facendosi promotori attivi di una cultura dell'incontro.



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