Dopo la polemica politica, parla uno dei due commissari del Mic che si sono dimessi, il critico cinematografico Paolo Mereghetti: «Per me un’opera meritoria da ogni punto di vista, anche artistico. Altro che che “Il re delle fettuccine”»
L'atto di clemenza del presidente egiziano Al Sisi, avvenuto il giorno dopo la condanna dello studente Patrick Zaki, potrebbe essere la merce di scambio per silenziare definitivamente il caso Regeni e per ottenere importanti vantaggi economici dal nostro Paese?
Allo studente egiziano sono stati inflitti altri 45 giorni di custodia cautelare in carcere, iniziata il 7 febbraio 2020. Se gli fosse riconosciuta la cittadinanza italiana? C'è chi preferirebbe trattare la sua liberazione in silenzio. Ma se non fosse stato per la mobilitazione della società civile e per il sostegno dei mezzi d’informazione in questi mesi la drammatica situazione di Patrick avrebbe rischiato di finire dimenticata.
«È un oltraggio agli italiani, a Giulio Regeni e ai suoi genitori, a Patrick Zacky e a tutti gli egiziani che subiscono violazioni dei diritti umani». Padre Filippo Ivardi, comboniano, dice no alla mega commessa di materiale bellico al Paese nord-africano. E insieme a tante espressioni della società civile invita gli italiani a fare altrettanto. Il prossimo 9 luglio verrà rilanciata anche la Campagna Banche Armate
Il cantautore ha dedicato una brano del suo ultimo album al giovane ricercatore ucciso in Egitto. La madre Paola non ha apprezzato: «Non abbiamo bisogno di canzoni ma di condivisione e collaborazione»
Alla vigilia del viaggio in Egitto di Francesco, i genitori del ricercatore italiano torturato e ucciso al Cairo rompono il silenzio e rivolgono un appello al Pontefice
Un silenzio lungo, intenso, commosso, palpabile, luminoso. Rotto, soltanto alla fine, dalle note di Vecchioni: «Sogna, ragazzo sogna quando sale il vento nelle vie del cuore quando un uomo vive per le sue parole o non vive più...».
È già passato un anno da quando, il 25 gennaio 2016, si persero le tracce di Giulio Regeni, giovane ricercatore originario di Fiumicello (Udine). E un anno dopo, la verità sulla sua sparizione e morte sembra ancora lontana. È stato un anno di menzogne, depistaggi e mezze verità. Un anno di dolore terribile per famiglia. Un anno di smarrimento per l’Italia. Un anno difficile. Ma con sviluppi recentissimi nelle indagini...
Il giovane finì i suoi giorni da uomo libero il 25 gennaio 2016, al Cairo. Un omicidio ancora impunito. Amnesty International ha promosso una giornata di mobilitazione nazionale
Le nuove inchieste di Riccardo Iacona ripartono con rivelazioni esclusive sulla morte del giovane ricercatore italiano e la testimonianza di sua madre. E poi reportage sulla Pfas, la sostanza che ha inquinato le acque potabili in Veneto e sull'imprenditrice sarda Daniela Ducato
Il Presidente egiziano torna sul caso parlando di sforzi comuni e collaborazione investigativa. Il nostro governo tace. E sono i genitori, ancora una volta, a dover smentire: « Le indagini sono ancora in una fase di stallo e nessuna risposta concreta ci è stata fornita dalle autorità egiziane», dicono.
Era il 3 febbraio quando usciva la notizia della morte del giovane ricercatore. Da allora abbiamo scoperto almeno dieci verità. Purtroppo la più importante, l'ultima, è anche la più amara.
«I genitori di Giulio siano stati capaci di elaborare un linguaggio miracoloso», dice il presidente della Commissione Diritti Umani del Senato. Ma aggiunge: «Ritengo che finora dall'Egitto abbiamo avuto un solo documento ufficiale che io trovo oltraggioso nei confronti della famiglia, menzognero, grottesco e miserabile».
Travolti dai fasti di Sanremo, è passato sotto traccia quanto è accaduto nel paese natale del giovane ricercatore il giorno del suo funerale. Una lezione da non perdere.
Cos’è accaduto dopo l’ultima telefonata del giovane ricercatore? In una manciata di minuti ci sono probabilmente le risposte alle tante ombre e domande che circondano, per ora, la vicenda. Intanto, emergono nuovi particolari. Ad esempio, secondo un quotidiano egiziano, il telefono di Giulio sarebbe stato intercettato.
Paola e Claudio Regeni, i genitori del giovane friulano ucciso in Egitto, che ieri hanno accolto la sua salma a Roma, danno una straordinaria testimonianza di dignità e umanità: "Giulio credeva in un mondo basato sull'accoglienza e non sul rifiuto: seguiremo la traccia che lui ci ha lasciato".
Il giovane ricercatore italiano sarebbe stato arrestato e seviziato per scoprire chi gli passava le informazioni per i suoi articoli. Intanto la salma del giovane friulano è arrivata a Roma. La madre: "Ho il cuore spezzato".