Dalla nascita del Consiglio superiore della magistratura nel patto antifascista della Costituente alla crisi dei partiti e al conflitto tra politica e toghe. Un’analisi storica per capire la riforma Nordio-Meloni
Il mancato quorum e la bassissima partecipazione marcano ancor più lo scollamento tra cittadini, politica e istituzioni. E a Palermo la democrazia non vale una partita di calcio vista in poltrona
Secondo il sondaggio di Demopolis, il quorum è lontano: solo il 30% degli elettori andrà a votare. Il 58% degli interpellati si dice contrario all'abolizione della legge anti-condannati in Parlamento, ancora di più a quella che limiterebbe le misure cautelari.
Il celebre costituzionalista, professore universitario, giudice e poi presidente della Corte costituzionale, si è spento all'età di 86 anni. Pubblichiamo l'intervista che aveva rilasciato a "Famiglia Cristiana" nel 2020 nella quale si esprimeva a favore del sì nel referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari
Il commento di Bartolomeo Barberis, responsabile delle comunità terapeutiche della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'inammissibilità del quesito referendario sull'assunzione di droghe. "Liberalizzarla avrebbe creato un danno educativo gravissimo ai danni dei più giovani e dei più fragili"
La commissione di esperti insediata dall'Asur delle Marche ha indicato il tiopentone sodico, usato nei bracci della morte degli Usa, per il paziente tetraplegico che ha chieso di morire. La Corte Costituzionale: «Bisogna evitare abusi in danno di persone vulnerabili, garantire la dignità del paziente ed evitare al medesimo sofferenze»
Nel numero di Famiglia Cristiana in edicola e in parrocchia, il costituzionalista Michele Massa (Università Cattolica) riflette sulla novità introdotta a luglio, già servita per appoggiare la richiesta di depenalizzare la cannabis. Ora c’è chi vuol mietere consensi digitali contro il Green pass...
Il 25 ottobre 2019 più di un milione di persone sono scese in piazza per manifestare contro i rincari, la privatizzazione dei servizi essenziali, la disuguaglianza socio-economica. A un anno di distanza, i cileni hanno votato sì a una nuova Carta magna che sostituisca quella del 1980, di stampo neoliberista, redatta sotto la dittatura militare.
Gli italiani chiamati alle urne per il referendum costituzionale ma si vota anche in sette regioni. Dal distanziamento alla sanificazione delle mani, ecco le cose da sapere
Il premier Sánchez ha indetto elezioni anticipate per il 28 aprile dopo la bocciatura della legge finanziaria. E pochi giorni fa a Madrid è cominciato il processo ai leader separatisti accusati di ribellione per l'organizzazione del referendum sull'autonomia della Catalogna. A spiegare le ragioni degli indipendentisti è il consigliere per gli Affari esteri del Governo regionale.
Il Governo spagnolo ha avviato per la prima volta nella storia del Paese le procedure per l'applicazione alla Catalogna dell'articolo 155 della Costituzione nato per tutelare lo Stato centrale da spinte autonomiste contrarie alla Costituzione. Vediamo come funziona.
I lombardi e i veneti chiamati alle urne. Una consultazione che ha pochissime conseguenze sul piano istituzionale ma ne ha molte dal punto di vista politico. Ecco tutto ciò che c’è da sapere
Il sovrano ha pronunciato un discorso molto duro sul referendum illegale, accusando le autorità catalane di "slealtà inaccettabile e di "condotta irresponsabile". E ha affermato che la Corona difenderà la Costituzione contro i tentativi di divisione.
Il referendum ha registrato un'affluenza del 42%, il 90% di chi è andato alle urne ha detto sì all'indipendenza. E ora il presidente della Catalogna chiede una mediazione internazionale per risolvere la questione catalana.
Nella giornata del voto per l'indipendenza della Catalogna, in molti seggi la Guardia civil ha usato la forza per impedire le operazioni elettorali, che comunque non sono state bloccate. Il bilancio è di 761 feriti. Da Madrid il premier Mariano Rajoy afferma: "Non c'è stato alcun referendum".
Il Governo autonomo della Catalogna conferma la disobbedienza a Madrid. Lo scontro si riflette sulla discordia tra Guardia civil e Mossos d'esquadra, i poliziotti catalani. E anche i contadini della regione si mobilitano per difendere la consultazione popolare sull'indipendenza.
Otto dei 14 funzionari catalani arrestati sono tornati in libertà. Ma il Governo autonomo della Catalogna ribadisce la volontà di organizzare i seggi elettorali. Il segretario degli Esteri catalano Romeva accusa Madrid di non rispettare la democrazia e chiama in causa l'eredità del franchismo.
La Guardia civil ha arrestato 14 alti funzionari catalani per bloccare l'organizzazione del referendum sull'indipendenza della Catalogna fissato per il 1° ottobre. Dura la reazione dei cittadini, che si sono riversati per le strade per protestare contro il Governo centrale.
Continuano senza sosta le proteste antigovernative, represse col pugno di ferro da parte delle forze dell'ordine. L'opposizione chiama i cittadini a decidere in un referendum se accettare o rifiutare le elezioni per l'Assemblea costituente fissate per il 30 luglio.
Al referendum vincono di misura i "sì". La repubblica parlamentare si trasforma in presidenziale, con un maggiore accentramento dei poteri nelle mani del presidente Erdogan, che potrà essere rieletto fino al 2029 (in certi casi fino al 2034). Il rischio è la deriva autoritaria. E il Paese appare spaccato a metà.
Gli scenari legati al voto di domani. Il giudizio sui contenuti costituzionali ormai conta poco: il premier Matteo Renzi ha trasformato la consultazione in un test pro o contro il governo. Ecco le alleanze in campo e che cosa accadrà a seconda della vittoria del sì o del no