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domenica 28 maggio 2017
 
 

L'ultima carta: fare il martire

28/09/2013  La prospettiva dei servizi sociali spinge Berlusconi a giocare il tutto per tutto. Primo, rovesciare il tavolo del Governo. Poi si vedrà.

Silvio Berlusconi nella sede della nuova Forza Italia (Reuters).
Silvio Berlusconi nella sede della nuova Forza Italia (Reuters).

Con le dimissioni dei suoi ministri Berlusconi apre la crisi di Governo. Tutto questo a pochi giorni dalla decadenza da senatore e soprattutto a quindici giorni dal suo probabile affidamento ai servizi sociali. La sua strategia non è perfettamente chiara nei dettagli, ma è ovvio che il Cavaliere, non trovando sponde dal Colle e avvertendo la manovra a tenaglia del Pd di Epifani gioca il tutto per tutto rovesciando disperatamente il tavolo. A meno che qualcuno non creda che i ministri del Pdl abbiano dato le dimissioni perché il Governo non è riuscito a congelare l'aumento dell'Iva. Più facile credere che Ruby sia la nipote di Mubarak.

Le sorti del Paese contano fino a un certo punto quando in gioco c'è la sopravvivenza, non solo politica.
Inoltre il Cavaliere sa di poter tentare l'ultima mossa disperata nella cosa che sa fare meglio: la campagna elettorale, come è avvenuto con l' incredibile rimonta delle ultime consultazioni di febraio. Giocherá tutto con il ritorno alle origini (Forza Italia) e puntando sull'aureola di martire e di perseguitato della giustizia. Senza dimenticare la formidabile macchina da guerra del suo apparato multimediale che gli ha consentito vent' annni di vittorie e la legge elettorale che lo avvantaggia permettendogli di liberarsi di eventuali "dissidenti".

E il Pd? Quali contromosse ha in serbo? Ovvio che le eventuali elezioni anticipate avvantaggiano Matteo Renzi, da mesi in auge nei sondaggi e di fatto giá in campagna elettorale. Ma sulla sua strada Berlusconi potrebbe trovare Napolitano. Il Capo dello Stato ha sempre spiegato di aver acettato il rinnovo del settennato in nome dell'interesse nazionale e per cancellare il porcellum.
E' probabile dunque che prima di sciogliere le Camere provi a tessere  la rete di una maggioranza che comprenda il movimento di Grillo o i suoi dissidenti (anche se il leader del Movimento Cinque Stelle preferisce andate alle urne per raccogliere la messe del malcontento degli italiani). In caso di insuccesso Napolitano avrebbe nel mazzo ancora una carta clamorosa: le sue dimissioni. Ma è molto più probabile. nel caso non riesca a comporre un "governo di scopo", che sciolga la legislatura.

 
 
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