«Il fatto che questa bambina, nella sua precedente esperienza familiare, avesse avuto solo riferimenti femminili non giustifica tout court dal punto di vista psicologico la decisione di affidarla ad una coppia di due uomini per “supplire” in questo modo alla carenza di riferimenti maschili. A maggior ragione, poter sperimentare dal vivo una relazione di coppia avrebbe favorito la maturità psicologica della bambina che ha necessariamente bisogno di entrambi i riferimenti, maschile e femminile».

È l’opinione della dottoressa Rosa Rosnati, docente di Psicologia dell’adozione e dell’affido presso l’Università Cattolica di Milano sul caso di Bologna. «Ovviamente non conosciamo tutti i dettagli della vicenda», spiega Rosnati, «so che la bambina conosceva la coppia gay scelta dal Tribunale per l’affido temporaneo e questo è sicuramente un dato da tener presente».

Vede rischi per la bimba?
«Sicuramente la scelta del tribunale non favorisce il processo di identificazione del minore. La costruzione dell’identità, infatti, avviene sia negli aspetti di somiglianza con una figura simile a sé, sia per differenza rispetto ad una persona che è diversa da sé, quindi in questo caso con il maschile. La relazione di coppia, oltretutto, che è costruita tra maschile e femminile, mette in evidenza proprio quest’aspetto fondamentale».

Le ricerche da questo punto di vista cosa dicono?
«È pur vero che nel breve periodo i bimbi che crescono all’interno di coppie omogenitoriali non presentano particolari problemi di adattamento, di riuscita scolastica, etc. Le poche ricerche che sono riuscite a coinvolgere nel campione giovani e adulti hanno dimostrato però che esistono problemi di adattamento e problemi, anche molto consistenti, di depressione i quali, però, compaiono generalmente nel lungo periodo. Questi fenomeni vanno necessariamente osservati a distanza di tempo per poter valutarne appieno le conseguenze».

La legge italiana, però, non vieta espressamente l’affido a coppie omosessuali.

«La norma permette l’affido a coppie preferibilmente con figli o a single. Sulle coppie gay non specifica in maniera chiara come ci si debba comportare.  Diciamo che i giudici di Bologna non sono andati contro la legge ma hanno compiuto una forzatura».